Avviata a Ginevra l’indagine contro il figlio di Mitterand
Il procuratore generale di Ginevra Bernard Bertossa ha avviato un'indagine per riciclaggio in relazione al presunto traffico d'armi nel quale sarebbe coinvolto Jean-Christophe Mitterrand, figlio del defunto presidente francese François Mitterrand.
L’indagine è stata aperta in seguito alle richieste di assistenza giudiziaria inoltrate dalla magistratura francese. L’esecuzione di queste richieste ha rivelato l’esistenza di conti «che potrebbero essere stati alimentati in modo sospetto», spiega il procuratore.
Attualmente, la magistratura ginevrina ha bloccato otti conti intestati a società e privati; due si trovano a Zurigo. L’indagine penale è stata affidata al giudice istruttore Daniel Devaud, che si occupa anche delle domande di assistenza francesi.
Il legale di Jean-Christophe Mitterrand a Ginevra, l’avvocato Marc Bonnant, si riserva da parte sua «il diritto di contestare la fondatezza della procedura di assistenza», in particolare il blocco degli averi del suo assistito.
Confermando l’informazione pubblicata dalla «Tribune de Genève», l’avvocato rileva che sarà tuttavia più difficile contestare il provvedimento, qualora Mitterrand dovesse riuscire effettivamente a riunire la cauzione di cinque milioni di franchi francesi richiesta per la messa in libertà provvisoria.
Jean-Christophe Mitterrand è stato arrestato il 21 dicembre scorso con l’accusa di complicità in traffico d’armi tra la Francia e l’Angola. In quest’ambito, è anche sospettato di aver intascato tangenti. I fatti sarebbero avvenuti fra il 1993 e il 1994, quando il figlio maggiore di François Mitterrand aveva già lasciato l’incarico di consigliere alla presidenza per gli affari africani.
Mitterrand sostiene che i soldi, si parla di una cifra di 1,8 milioni di dollari, depositati su un conto a Ginevra provengono dalle sue attività di intermediario fra una società francese e alti dirigenti angolani.
Intanto la vedova del defunto presidente Mitterrand, Danielle, è andata giovedì mattina di persona al palazzo di giustizia di Parigi per pagare la cauzione milionaria necessaria alla scarcerazione del figlio primogenito Jean- Christophe, coinvolto nel clamoroso e controverso scandalo di tangenti.
Danielle Mitterrand ha messo assieme la somma di 1,2 milioni di franchi svizzeri grazie a prestiti di amici ed ha avviato la procedura per la liberazione del figlio.
In carcere dal 21 dicembre scorso, Jean-Christophe Mitterand ha ottenuto la libertà provvisoria in cambio della cauzione il 2 gennaio, ma fino a martedì si è rifiutato di pagare la cauzione un po’ per protesta contro un arresto che considera ingiusto e un po’ perché non avrebbe avuto a disposizione una quantità di denaro sufficiente. La magistratura gli ha infatti sequestrato il conto in Svizzera sul quale erano depositati 3, 5 milioni di franchi.
swissinfo e agenzie
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