The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Borodin è tornato a Mosca

Pavel Borodin, attorniato dai familiari, al suo arrivo all'aeroporto di Mosca Keystone

L'ex tesoriere del Cremlino, estradato dagli Stati Uniti in Svizzera perché sospettato di riciclaggio di denaro e poi liberato su cauzione, era partito venerdì da Ginevra, a bordo di un volo di linea dell'Aeroflot. A Mosca Borodin, è stato accolto da amici, familiari e rappresentanti dell'ambasciata della Bielorussia.

Al suo arrivo a Mosca, l’ex funzionario del Cremlino ha per prima cosa ringraziato il presidente Vladimir Putin «per il suo aiuto e l’appoggio» durante la vicenda giudiziaria. «Sono estremamente grato per l’aiuto e l’appoggio del presidente Putin, che si è dimostrato un vero uomo» ha detto Borodin, che sembrava trattenere a stento la commozione. Subito dopo ha fatto un brindisi al presidente.

Borodin, sospettato di riciclaggio di denaro, era stato liberato giovedì, dopo il pagamento della cauzione di cinque milioni di franchi chiesta dalla Camera d’accusa di Ginevra. La somma è stata versata con un trasferimento bancario dal ministero degli affari esteri della Federazione russa.

La Camera d’accusa aveva pure stralciato l’imputazione di appartenenza a una organizzazione criminale, lasciando sussistere a carico del russo soltanto quella di riciclaggio di denaro. Secondo il tribunale, l’inchiesta in corso da due anni sulla presunta vicenda di riciclaggio dovrà proseguire e «dovrà necessariamente essere fatta in collaborazione con le autorità russe».

Borodin «non ha precedenti», ha sottolineato la presidente della Camera, Martine Heyer. Oltre all’ingente cauzione, il tribunale ha deciso di non porre altre condizioni alla liberazione dell’ex tesoriere, in particolare il divieto di lasciare il territorio svizzero. Borodin dovrà tuttavia essere a disposizione per le indagini della giustizia ginevrina: dovrà presentarsi ai magistrati ogni volta che sarà convocato per un interrogatorio.

Il procuratore generale Bernard Bertossa, che aveva chiesto la detenzione provvisoria per tre mesi, ha ripetuto, in un’intervista al quotidiano russo «Kommersant», che non si fa «illusioni» su un ritorno di Borodin in Svizzera. «Borodin è russo e la Russia non estrada un suo cittadino», ha affermato. L’ex tesoriere del Cremlino è «politicamente protetto in Russia. (…) Non credo che tornerà a Ginevra per presentarsi davanti alla giustizia».

Il governo russo ha espresso soddisfazione per la liberazione di liberare Borodin. «Ci basiamo sul principio che un cittadino russo, la cui colpevolezza non è stata provata, non debba restare in prigione», ha dichiarato un portavoce a Mosca.

La stampa russa dà per virtualmente conclusa la vicenda giudiziaria del segretario di stato dell’Unione russo-bielorussa. «Nezavisimaya Gazeta» scrive che la magistratura ginevrina ha tre mesi per provare la colpevolezza di Borodin, ma che l’inchiesta è ormai un «fatto puramente formale». Borodin, ex capo dell’attuale presidente Vladimir Putin quando questi ricopriva la carica di vice tesoriere del Cremlino, ha fatto smentire dai suoi legali le informazioni, secondo cui vorrebbe citare in giudizio per danni la magistratura elvetica. «Piuttosto Borodin potrebbe invece citare i giornali che hanno scritto tante calunnie» ha commentato il suo avvocato Genrikh Padva a Mosca.

L’ex tesoriere è sospettato di aver riciclato in Svizzera tangenti per 30 milioni di dollari, ottenute dalle imprese ticinesi Mabetex e soprattutto Mercata per i lavori di ristrutturazione del Cremlino. La procura russa, che aveva lanciato il procedimento chiedendo assistenza giudiziaria alla Svizzera, ha archiviato il caso lo scorso dicembre, per «assenza di reato».

Arrestato a New York il 17 gennaio su richiesta della giustizia ginevrina, Borodin era stato estradato verso la Svizzera sabato 7 aprile ed era stato immediatamente incriminato dal giudice Daniel Devaud e trasferito in carcere. Lunedì, il russo era poi stato trasferito all’ospedale cantonale di Ginevra per problemi al torace. Giovedì, dopo il pagamento della cauzione, ha lasciato il nosocomio contro il parere dei medici e si è recato alla rappresentanza russa.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR