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Caso Borodin: giudice russo in Svizzera

Pavel Borodin in una foto di archivio con il presidente russo Vladimir Putin. Keystone / AP Photo / Moscow News / Alexei Sazovov

Un giudice istruttore russo si trova oggi in Svizzera per discutere con i magistrati ginevrini del caso Borodin, l'ex tesoriere del Cremlino detenuto a New York e ricercato dalla giustizia elvetica. Lunedì le autorità svizzere hanno chiesto formalmente agli Stati uniti l'estradizione di Pavel Borodin, perseguito per riciclaggio e appartenenza ad organizzazione criminale.

Secondo quanto annunciato dall’agenzia russa Interfax, Ruslan Tamaiev, vicecapo della sezione inchieste speciali che dipende dal procuratore generale russo, si incontrerà in giornata con il procuratore di Ginevra Bernard Bertossa, che dirige l’inchiesta avviata nei confronti di Borodin.

L’ex tesoriere del Cremlino, e attuale segretario dell’Unione Russia-Bielorussa, è stato arrestato, su richiesta della Svizzera, il 17 gennaio scorso all’arrivo a New York. Borodin è sospettato di aver ricevuto tangenti per 25 milioni di dollari dalle società di costruzioni Mabetex e Mercata, impegnate nei lavori di rinnovamento del Cremlino.

Intanto Borodin, in carcere preventivo a Nuova York, continua a negare ogni addebito e rifiuta l’estradizione. Lo scorso dicembre, la giustizia russa aveva archiviato l’inchiesta sui casi Mabetex e Mercata, in seguito a mancanza di prove, annunciando però la disponibilità a riaprire i dossier, nel caso la magistratura ginevrina avesse presentato nuovi elementi.

Secondo il suo difensore svizzero, avvocato Dominique Poncet, Borodin si batterà contro la domanda di estradizione svizzera, poiché nega di aver commesso le infrazioni che gli vengono imputate. “Borodin” ha detto l’avvocato in un’intervista a Le Temps, “continua a sperare che le autorità russe riescano a convincere la Svizzera che non è stata commessa nessuna infrazione, a Mosca, in occasione della conclusione dei contratti per la ristrutturazione del Cremlino.”

La scorsa settimana, i capo della diplomazia svizzera, Joseph Deiss, aveva ricordato al suo omologo russo, Igor Ivanov, in visita in Svizzera, che il caso Borodin non è di competenza delle autorità politiche federali, a causa della separazione dei poteri tra politica e giustizia.

swissinfo e agenzie

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