Caso Borodin: un magistrato russo in missione a Ginevra
Il rappresentante della Procura russa Ruslan Tamaiev si è incontrato martedì, al palazzo di giustizia di Ginevra, con il procuratore Bernard Bertossa. Al centro dei colloqui dei due magistrati: il caso Borodin, l'ex tesoriere del Cremlino detenuto a New York e di cui Berna chiede l'estradizione.
Martedì pomeriggio, il magistrato russo ha consegnato alla magistratura di Ginevra documenti relativi alle società Mabetex e Mercata, e ha discusso con il procuratore Bernard Bertossa del caso Pavel Borodin.
Al termine dell’incontro, Bertossa ha dichiarato all’agenzia stampa francese afp di aver convenuto con il magistrato russo di non divulgare il tenore della loro conversazione sul caso Borodin. Bertossa ha precisato che i documenti trasmessi dal giudice Tamaiev sono stati richiesti dal giudice istruttore ginevrino Daniel Devaud, nell’ambito dell’assistenza giudiziaria fra la Svizzera e la Russia. I documenti – ha spiegato Bertossa – sono in russo e che ci vorrà tempo per tradurli.
Ruslan Tamaiev, vicecapo della sezione inchieste speciali che dipende dal procuratore generale russo, ha dal canto suo dichiarato di non essere venuto a chiedere la liberazione di Borodin, ma per fornire assistenza alla giustizia ginevrina. «Anche se si tenta di far credere il contrario, intratteniamo un’ottima collaborazione con la magistratura ginevrina», ha spiegato Tamaiev. «È preferibile discutere direttamente con Bertossa, piuttosto che parlargli tramite i mass media».
Lunedì, la Svizzera ha chiesto formalmente agli Stati Uniti l’estradizione di Borodin, perseguito dalla magistratura ginevrina per riciclaggio e appartenenza ad organizzazione criminale.
L’ex tesoriere del Cremlino e attuale segretario dell’Unione Russia-Bielorussia era stato arrestato, su richiesta della Svizzera, il 17 gennaio scorso all’arrivo a New York. Borodin è sospettato di aver ricevuto tangenti per diversi milioni di dollari dalle società di costruzioni Mercata e Mabetex, impegnate nei lavori di rinnovamento del Cremlino. Avrebbe anche ricevuto bustarelle per i lavori svolti sull’aereo presidenziale russo.
Lo scorso dicembre, la magistratura russa aveva archiviato l’indagine relativa a questi casi, facendo però sapere di essere disposta a riaprire i dossier, qualora la magistratura ginevrina dovesse fornire nuovi elementi.
swissinfo e agenzie
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