Emmen volta pagina con una nuova procedura di naturalizzazione
Il municipio di Emmen, nel Canton Lucerna, ha presentato mercoledì una nuova procedura, più severa ma più trasparente, in materia di naturalizzazioni. La misura fa seguito al voto del marzo 2000, quando l'elettorato del comune lucernese aveva rifiutato la cittadinanza elvetica a 48 stranieri, quasi tutti balcanici, accettando solo le richieste presentate da otto cittadini italiani.
Le autorità avevano interpretato il risultato come una forma di scontento della popolazione nei confronti della politica degli stranieri, ritenuti troppo numerosi ad Emmen. Il solo modo per uscire da questo vicolo cieco è stato perciò quello di rivedere la procedura di naturalizzazione, come ha spiegato alla stampa il sindaco Peter Schnellmann.
La nuova selezione, più severa, avverrà a due livelli: dapprima si esprimerà il municipio, poi il consiglio comunale, che istituirà una commissione ad hoc e si pronuncerà su ciascuna richiesta, dando pure una raccomandazione di voto.
Durante i colloqui, che avverranno ad entrambi i livelli, i candidati dovranno spiegare i motivi che li hanno portati a formulare la richiesta e dimostrare adeguate conoscenze orali di tedesco e di istruzione civica. Inoltre dovranno provare di essere ben integrati ad Emmen.
La qualità dei dossier di candidatura, specialmente delle foto, presentati alla popolazione sarà migliorata. Inoltre, non saranno più accluse informazioni sullo stipendio.
Attualmente, ad Emmen 260 domande di naturalizzazione aspettano ancora una risposta. Il municipio vuole procedere con i piedi di piombo, con poche candidature alla volta per cominciare. Dieci o quindici saranno verosimilmente sottoposte al voto popolare il 10 giugno prossimo, il primo in materia dallo scorso marzo. In autunno, poi, l’elettorato dovrà nuovamente esprimersi su un numero ristretto di naturalizzazioni.
Secondo la la presidente della Commissione federale degli stranieri (CFS) Rosmarie Simmen, la nuova procedura di naturalizzazione è un buon inizio, anche se ha ribadito di continuare a rimanere contraria al voto popolare.
La creazione di una commissione di naturalizzazione è un’iniziativa positiva. Dovrebbe però essere lei sola a vagliare le domande. La commissione è costituita da membri qualificati che, durante i colloqui, imparano a conoscere bene i candidati, ha precisato Rosemarie Simmen.
swissinfo e agenzie
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