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Genio genetico negli alimenti: gli svizzeri non ne vogliono sapere

Secondo il WWF, il 75 percento degli svizzeri non gradiscono gli organismi geneticamente modificati nel loro piatto. WWF

Botta e risposta martedì a Berna sugli organismi geneticamente modificati (OGM). Il WWF pubblica un nuovo opuscolo ed esige una moratoria. La commissione del Consiglio degli Stati boccia la proposta e propone di rafforzare l'arsenale legislativo.

Per il WWF, gli OGM non appartengono al mercato, perché né i consumatori né i grandi distributori di prodotti alimentari ne vogliono sapere. “Nell’interesse dell’ambiente, della popolazione e dell’agricoltura, è necessaria una moratoria”, ha detto Bernadette Oehen, responsabile del progetto di protezione genetica del WWF svizzero.

Oltre a una moratoria, l’organizzazione ecologista chiede la dichiarazione obbligatoria per tutti i prodotti contenenti OGM. In questo modo si possono proteggere i consumatori che non vogliono OGM nei loro alimenti. Secondo il WWF, la proporzione di questo tipo di consumatori è del 75 percento. Anche i distributori non vogliono questi prodotti e hanno organizzato sistemi di distribuzione paralleli e cari, il cui costo oggi va a carico di chi si oppone agli OGM.

Da parte sua, la commissione del senato ha deciso con 8 voti contro 4 di respingere l’idea della moratoria e intende invece rafforzare la legislazione. Per la commissione, bisognerà iscrivere direttamente nella legge condizioni precise per autorizzare la disseminazione di OGM, ha precisato il presidente della commissione della scienza, il socialista giurassiano Pierre-Alain Gentil.

Il pacchetto Gen-Lex non sarà probabilmente discusso alle camere durante la sessione di marzo, ma in occasione della sessione straordinaria di maggio. La commissione desidera infatti procedere a una seconda lettura del progetto del Consiglio federale e apportarvi alcune modifiche.

All’unanimità, la commissione propone di iscrivere le misure previste in una legge sul genio genetico e non in quella sulla protezione dell’ambiente. Essa vuole inoltre definire in modo più preciso il concetto di “dignità della creatura”.

Altra novità: chi danneggerà intenzionalmente l’ambiente e la popolazione disseminando prodotti pericolosi dovrà essere perseguibile penalmente. Infine, un diritto di ricorso dovrebbe essere accordato alle organizzazioni nazionali di protezione dell’ambiente.

Le conclusioni dell’opuscolo del WWF “Con o senza? L’ingegneria genetica negli alimenti” sono, nonostante tutto, piuttosto rassicuranti. Attualmente, grazie alla pressione dei consumatori, che rifiutano gli OGM, la produzione svizzera di generi alimentari evita il ricorso al genio genetico, ma la legislazione attuale è ancora lacunosa, ad esempio nel settore della dichiarazione dei contenuti.

swissinfo e agenzie

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