Genocidio ruandese, condannato in Svizzera Niyonteze
Il ruandese Fulgence Niyonteze, ex sindaco di Mushubati, dovrà scontare 14 anni di reclusione. Il Tribunale militare di cassazione ha confermato venerdì la condanna inflitta un anno fa a Ginevra dal Tribunale militare di appello 1.
In prima istanza Niyonteze era stato condannato all’ergastolo per aver partecipato nel 1994 al genocidio dell’etnia tutsi: tra 800mila e un milione di vittime. Il tribunale d’appello aveva però ridotto la pena, riconoscendolo colpevole di violazioni delle leggi sulla guerra e non di assassinio.
La corte non ha considerato le accuse di assassinio, tentato omicidio e istigazione all’assassinio, ma soltanto le violazioni contro i civili commesse in tempo di guerra. Un reato contemplato dalle Convenzioni di Ginevra del 1949.
Niyonteze è inoltre stato condannato a 15 anni di espulsione dal territorio svizzero a partire dal momento della sua liberazione. Attualmente sono una mezza dozzina i presunti criminali di guerra ruandesi nel mirino della giustizia elvetica.
La sentenza resa dal tribunale di cassazione è definitiva. Presieduta dal colonnello Gilbert Kolly – peraltro giudice federale – la corte ha respinto sia i ricorsi dell’uditore Claude Nicati sia quelli dei legali del ruandese.
L’ex sindaco di Mushubati – 80mila abitanti – di etnia hutu, è stato riconosciuto colpevole di aver convocato una riunione durante la quale ha esortato gli abitanti della cittadina a sterminare i tutsi. Il funzionario aveva pure invitato i profughi che si erano rifugiati in un campo a tornare nelle loro abitazioni, pur conoscendo la sorte che li aspettava.
La Corte ha respinto gli argomenti dei legali del ruandese, che contestavano la credibilità delle testimonianze a carico. Il Tribunale di cassazione si è riferito alla sentenza di prima istanza, che aveva tenuto conto degli aspetti particolari del procedimento. Durante il processo, numerosi testimoni furono
interrogati per teleconferenza o con il viso coperto.
Resta ancora da risolvere la questione della sospensione del provvedimento di espulsione: il Tribunale di appello dovrà riesaminare la questione.
Niyonteze resta a tutt’oggi il primo e l’unico criminale di guerra straniero condannato in Svizzera. Un serbo processato a Losanna nel 1997 era stato assolto. Nel 1999, la Svizzera era pure stata il primo paese europeo a processare uno dei presunti autori del genocidio che aveva devastato il paese africano nel 1994.
swissinfo e agenzie
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