Ginevra prosegue l’inchiesta su Mabetex e Mercata
Malgrado la procura russa abbia chiuso il caso per assenza di reato, la giustizia ginevrina prosegue le inchieste per riciclaggio su Mabetex e Mercata, le due società ticinesi sospettate di riciclaggio in relazione ai lavori di rinnovamento del Cremlino.
«Non c’è motivo di lasciar perdere», ha detto lunedì Bernard Bertossa, il procuratore generale del cantone di Ginevra. Recentemente si è incontrato con il giudice Daniel Devaud, incaricato dell’istruttoria, per decidere che strategia adottare dopo la conclusione del caso a Mosca: «Abbiamo deciso di andare avanti» ha spiegato il procuratore ginevrino. Commissioni rogatorie sono in corso e non sono ancora tutte rientrate.
Bertossa ammette che la sospensione moscovita del procedimento penale, l’8 dicembre scorso, avrebbe potuto portare la giustizia ginevrina ad abbandonare il dossier e riconosce che attualmente proseguire le indagini risulta più difficile. La situazione sarà riesaminata «fra qualche mese», ha aggiunto.
Il procuratore Bertossa aveva aperto nell’estate del 1999 una inchiesta nazionale per riciclaggio di denaro ed erano stati bloccati alcuni conti bancari della Mercata, poi parzialmente «liberati» Il mese scorso dalla Camera d’accusa ginevrina.
Diversi alti funzionari russi e conoscenti dell’ex presidente Boris Ieltsin erano stati chiamati in causa per aver ricevuto le tangenti. Il Cremlino ha sempre respinto le accuse contro la famiglia presidenziale.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.