Iniziativa “Sì all’Europa”: il Consiglio federale privilegia l’approccio bilaterale
Il Consiglio federale respinge "senza passione" l'iniziativa "Sì all'Europa" in votazione il 4 marzo. Il governo condivide con i promotori l'obiettivo dell'adesione dell'UE, non però il metodo proposto. Venerdì, intanto, si rilanciano le discussioni per nuovi accordi con l'UE.
“I negoziati d’adesione non devono essere condotti sotto la pressione del tempo, ma iscriversi nella continuità della politica europea del Consiglio federale”, ha spiegato il ministro degli esteri Joseph Deiss. L’iniziativa, che chiede l’apertura immediata delle trattative con l’Unione europea, “brucia le tappe” e rischia di ottenere effetti controproducenti nel processo di avvicinamento all’Europa. L’obiettivo rimane, anche per il governo, quello dell’adesione, ma per il momento Berna intende privilegiare l’approccio bilaterale con Bruxelles.
L’iniziativa contrasta con l’attuale ripartizione delle competenze prevista dalla Costituzione federale, ha fatto notare Deiss. In materia di politica estera spetta al Consiglio federale decidere se e quando è opportuno aprire negoziati con istituzioni estere. In un secondo tempo il parlamento e la popolazione, attraverso una votazione che per trattati di questo tipo è obbligatoria, avranno la possibilità di esprimersi sull’esito della trattativa. Il timing, ha spiegato il ministro degli esteri, verrà definito anche in base alle esperienze che si faranno con l’applicazione degli accordi bilaterali con l’UE approvati dal popolo svizzero l’anno scorso. Tali accordi attendono ancora di essere ratificati da tutti i quindici paesi membri per poter entrare in vigore (per il momento soltanto 5 paesi hanno terminato la procedura di ratifica).
Se popolo e cantoni diranno sì il prossimo 4 marzo, la votazione popolare sull’adesione potrebbe già avvenire nel 2003, ha osservato il ministro dell’economia Pascal Couchepin che ha raccomandato un “no senza passione”. La Svizzera soddisfa già sin d’oggi la maggior parte dei criteri richiesti per l’adesione. Gli eventuali negoziati potrebbero quindi sfociare in un accordo in tempi brevi. A corto termine “non avremo ancora intrapreso le necessarie riforme interne e la votazione sfocerà quindi in un rifiuto”, ha pronosticato Couchepin.
In prospettiva, per il momento, Berna punta a nuovi trattati bilaterali con l’UE. Il 19 gennaio è previsto un primo incontro esplorativo per mettere sul tavolo i temi in discussione. Da parte svizzera si mira ad accordi in materia di agricoltura, formazione, media, giustizia e asilo. Bruxelles vuole raggiungere soluzioni comuni sul fronte della frode doganale e sull’imposizione dei risparmi, un tema quest’ultimo che tocca da vicino la piazza finanziaria elvetica. Couchepin ha comunque tenuto a rassicurare una volta ancora che per il Consiglio federale “il segreto bancario non è negoziabile”.
Luca Hoderas
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