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L’oscuro mondo del narcotraffico raccontato in un libro-denuncia da un ex-commissario svizzero

Lo sguardo di Fausto Cattaneo sul mercato degli stupefacenti Keystone

È uscito ufficialmente lunedì 5 febbraio "Comment j'ai infiltré le cartel de la drogue", un volume di Fausto Cattaneo sulla sua esperienza ventennale di agente infiltrato impegnato contro il narcotraffico. Dopo che la sua attività lo condusse a riconoscimenti internazionali, l'autore del libro, in seguito a motivi poco chiari, fu allontanato dal servizio antidroga che dirigeva in Svizzera.

Klaus Barbie e i cartelli della droga colombiani, la mafia turca e la via dei Balcani, il riciclaggio di denaro sporco nella banche elvetiche. Il commissario Fausto Cattaneo ha preso parte ad infiltrazioni in tutte queste inchieste, a dipendenza dei casi nelle vesti di garagista, di trafficante, di avvocato o di finanziere senza scrupoli. Il suo libro descrive il mondo del commercio di stupefacenti e lo fa sottolineando come i confini che dividono i gangster, i politici, i poliziotti e gli informatori non sempre appaiano nella loro chiarezza. “Chi dice droga dice denaro, chi dice denaro dice potere, chi dice potere dice banche, studi notarili, colletti bianchi, concetti che si possono tradurre con una parola: gli intoccabili”, ha riferito amaramente Fausto Cattaneo a swissinfo.

Il testo necessita di diverse chiavi di lettura. Una pluriennale raccolta d’inchieste condotte sotto copertura da parte di poliziotti in prima linea oppure una sintesi dei principali risultati raggiunti in venti anni di lotta contro la droga. Ma anche, e soprattutto, un’amara dichiarazione d’impotenza di un uomo che ha cercato di combattere i signori del narcotraffico ,”gli elefanti”, evitando di penalizzare o addirittura aiutando (“…spesso ho tolto i panni di poliziotto per indossare quelli di assistente sociale…”) le vittime, “le formiche”: i tossicodipendenti. Una pesante denuncia di strane pratiche che hanno coinvolto alcuni suoi colleghi poliziotti e altri rappresentanti dell’apparato istituzionale, che non sono state punite poiché diffuse in larghe fasce del sistema. Ed infine lo sfogo di un ex-commissario allontanato dalla proprie funzioni in circostanze poco chiare. Aspetti molto diversi tra loro ma tutti presenti nel libro di Cattaneo.

Un libro, pubblicato in francese dalle edizioni Albin Michel, sicuramente sofferto. Il contenuto è infatti il risultato della delusione e della rabbia del suo autore, il quale non ha nascosto a swissinfo di aver passato anche momenti di forte depressione. Ciò in seguito alla sua emarginazione dalle inchieste da lui promosse che, secondo Fausto Cattaneo, avrebbero potuto dimostrare i gravi coinvolgimenti di servizi dello Stato in attività criminose. “A ciò si aggiunse una campagna diffamatoria che screditò il mio nome anche presso i miei parenti” ricorda l’ex commissario, che ha quindi sentito la necessità di diffondere la propria voce.

“Con la pubblicazione del libro mi sento liberato da un peso enorme. Ho dovuto buttar fuori il mio dolore, e per farlo ho messo tutto nero su bianco per evitare di ricadere in uno stato che definirei un inferno terrestre”. Infine l’autore sottolinea la pericolosità del settore nel quale si è più volte infiltrato e che, ora, tramite il suo libro, tenta di scuotere fino ai più alti livelli. “Non so quanto mi resta da vivere. Spero soltanto di non venir colpito da una pallottola sparata da qualcuno che mi aspetta dietro un angolo. Ora sono però più tranquillo perché so che lascerò qualcosa dietro di me”.

Commissario di polizia svizzero, Fausto Cattaneo fu nominato responsabile del servizio antidroga di Locarno nel 1975 prima di dirigere, dal 1985 al 1992, il Servizio d’Informazione sulla Droga (SID) a livello nazionale. Da allora beneficia di un pre-pensionamento. Questo è il suo primo libro.

Marzio Pescia

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