La corte suprema di Zurigo costretta a tornare su un caso di riciclaggio di denaro
Il Tribunale federale ha infatti annullato la sentenza di assoluzione emessa un anno e mezzo fa nei confronti di Josef Oberholzer, un ex banchiere dell'UBS, per il quale la procura aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione.
Nella sentenza, contestata dal Ministero pubblico zurighese, la Corte suprema del cantone di Zurigo aveva infatti ritenuto che il traffico di droga all’origine dell’importante somma di denaro amministrata dal banchiere, fosse caduto in prescrizione. Nel motivare la sua decisione, il tribunale zurighese aveva preso in considerazione le leggi vigenti in Svizzera.
Secondo il Tribunale federale, la Corte suprema zurighese ha sbagliato: spetta infatti alla giurisprudenza americana determinare se c’è o meno prescrizione, visto che i fatti incriminati si sono svolti negli Stati Uniti, in particolare a Miami in Florida.
Il TF sottolinea che, secondo le norme del diritto americano, gli atti delittuosi commessi dai detentori dei capitali riciclati non sono ancora prescritti.
Il processo dell’ex funzionario dell’UBS aveva suscitato vasta eco. La vicenda di riciclaggio di denaro sporco, per la quale era stato assolto, porta su una somma di 150 milioni di dollari. Il banchiere, oggi sessantenne, aveva amministrato dal 1978 e fino all’intervento della giustizia nel 1993, il patrimonio depositato a Zurigo dai narcotrafficanti Julio e Sheila Nasser.
Il procuratore di Zurigo aveva chiesto per Oberholzer una pena a due anni mezzo di reclusione, una multa di 200.000 franchi e la restituzione della somma di 1,6 milioni di franchi intascata dal banchiere per la gestione dei capitali riciclati.
Il caso è il più importante giudicato in Svizzera dall’entrata in vigore, nel 1990, della normativa penale contro il riciclaggio di denaro sporco. Le somme illecite, dopo aver transitato in banche di Miami (Florida) o nella filiale panamense dell’UBS, sono finite puntualmente in Svizzera.
La giustizia svizzera è intervenuta una prima volta nel luglio 1993. Nel febbraio 1994, l’ex banchiere è stato arrestato a Zurigo e Sheila Nasser a Founex (Vaud). L’ex marito della donna è invece scomparso, facendo perdere ogni traccia.
I giudici hanno poi sequestrato i 150 milioni di dollari (circa 240 milioni di franchi) depositati a Zurigo. La somma è stata ripartita un anno fa, fra la Svizzera e gli Stati Uniti. La Confederazione ha ottenuto 24 milioni di franchi, i cantoni di Zurigo e Vaud 47,7 milioni ciascuno. Sheila Nasser è stata nel frattempo estradata negli Stati Uniti, dove sconta una pena di 12 anni di reclusione.
swissinfo e agenzie
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