Le accuse contro Borodin potrebbero ripercuotersi sulla comunità elvetica in Russia
Lo sostiene il presidente dell'Associazione degli svizzeri di Russia, Karl Eckstein, che in una lettera alla «Neue Zürcher Zeitung» accusa la giustizia ginevrina d'incompetenza. Secondo Eckstein, nel caso Borodin è stata violata la presunzione di innocenza.
«È possibile che Borodin non abbia guadagnato il suo patrimonio in modo onorevole, ma ciò non è un motivo per mettere in pericolo uno sviluppo politico importante come pure le relazioni bilaterali», scrive Eckstein nella missiva da Mosca, pubblicata dal quotidiano zurighese nella rubrica dedicata alla corrispondenza dei lettori.
«La Svizzera gode di una buona reputazione in Russia, ma tutto ciò potrebbe essere distrutto da qualche funzionario ginevrino, avido di sensazioni», prosegue il presidente dell’ASR, «la loro incompetenza e il loro negligente ingerirsi negli affari russi sono già costati milioni di franchi ai contribuenti» elvetici.
Eckstein fa riferimento al caso di Serghei Mikhailov, assolto nel dicembre 1998 dall’accusa di appartenenza ad un’organizzazione criminale, dopo aver trascorso 778 giorni in detenzione preventiva. Il Canton Ginevra è stato obbligato a versargli un risarcimento di 800mila franchi.
«Tale attivismo non solo è scandaloso, ma diventa veramente pericoloso», pronostica Eckstein. A suo avviso, le autorità di Mosca potrebbero adottare contromisure e incarcerare legalmente tutta la comunità svizzera in Russia, che attualmente conta 229 persone. Infatti, sostiene Eckstein, «la maggior parte degli stranieri in Russia violano, coscientemente o incoscientemente, la legislazione fiscale o sulle valute estere», afferma.
Eckstein si dichiara favorevole allo Stato di diritto, ma ritiene che nel caso Borodin sia stata violata la presunzione di innocenza. Inoltre la vicenda, sulla scena politica internazionale, non dovrebbe essere orchestrata da un funzionario cantonale, ma dal Consiglio federale.
L’ambasciatore di Svizzera in Russia è attualmente assente. Il suo portavoce ha dichiarato all’ats di non poter prendere posizione sulle dichiarazioni di Eckstein.
Segretario esecutivo dell’Unione Russia-Bielorussia, Pavel Borodin era stato arrestato il 17 gennaio negli Stati Uniti in seguito a un mandato internazionale spiccato dalle autorità giudiziarie ginevrine, che lo sospettano di aver riciclato milioni di dollari di tangenti ricevute per la concessione degli appalti per i lavori di ristrutturazione al Cremlino.
La giustizia ginevrina ritiene di avere prove sufficienti per proseguire l’inchiesta penale, anche in mancanza di una imputazione in Russia, e ha rifiutato un’intesa in via amichevole con Mosca per revocare il mandato di cattura.
swissinfo e agenzie
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