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Mucca pazza: a rischio anche il filo di sutura

Il timore del morbo dalla mucca pazza raggiunge anche gli ospedali: fra tre mesi la vendita del filo a base di intestini di bovini, utilizzato nel 10 per cento delle cuciture negli ospedali svizzeri, potrebbe essere vietata.

Con questo divieto, la Svizzera adotterebbe la posizione dei paesi confinanti, ha detto all’ats Rainer Völksen, dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), a seguito di un articolo apparso mercoledì sul quotidiano svizzerotedesco «Tages-Anzeiger».

Il prodotto è già vietato in Francia dal 1996 e anche Germania e Austria stanno valutando tale misura. L’eventuale divieto in tutta la Svizzera riguarderebbe unicamente la vendita e non il suo uso negli ospedali, dove invece sono competenti i cantoni.

Secondo l’UFSP, i fili venduti in Svizzera provengono da animali neo-zelandesi, un paese al riparo dalla malattia della mucca pazza. Il divieto garantirebbe una sicurezza al «150 per cento», ha sottolineato Völksen. Come prodotto alimentare, il consumo dell’intestino di manzo è vietato dal 1990.

swissinfo e agenzie

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