Nuova protesta russa contro la detenzione negli Usa di Pavel Borodin
Questa volta viene dal ministero degli esteri di Mosca, che ha convocato l'ambasciatore americano per protestare contro la detenzione dell'ex-tesoriere del Cremlino, che è in carcere negli Stati Uniti, in attesa della decisione sulla richiesta di estradizione in Svizzera.
Il vice ministro russo degli Affari esteri Georgui Mamedov ha informato l’ambasciatore James Collins della «seria preoccupazione» della Russi concernente la vicenda che «si trasforma sempre di più in una vicenda politica, ciò che potrebbe avere un incidenza negativa sulle relazioni russo-americane», indica il ministero in una nota.
La Russia spera che «la Corte cambierà posizione (…) e che il Dipartimento di Stato terrà conto di tutte le circostanze e darà prova di oggettività, studiando la decisione finale del tribunale concernente l’estradizione di Pavel Borodin in Svizzera», continua il testo.
Il giudice federale di Brooklyn, Viktor Pohorelsky, ha respinto venerdì la domanda di libertà provvisoria su cauzione. Il magistrato autorizza comunque Borodin a risiedere sotto stretta sorveglianza a Manhattan, attendendo l’udienza del 2 aprile, che deciderà sulla sua estradizione verso la Svizzera.
Borodin ha confermato, tramite il suo avvocato, della sua intenzione di presentarsi in Svizzera ed ha ringraziato la corte per la presa in considerazione del suo caso.
L’ex tesoriere del Cremlino è stato arrestato lo scorso 17 gennaio, al suo arrivo negli Usa, su mandato di arresto emesso dalla magistratura ginevrina. Il giudice istruttore Daniel Devaud sospetta l’alto funzionario russo di aver riciclato in Svizzera denaro, frutto di presunte tangenti ricevute dalle aziende luganesi Mabetex e Mercata, in cambio della concessione di appalti pubblici per la ristrutturazione del Cremlino e della sede della Corte dei conti russa.
I legali di Borodin, attuale segretario dell’Unione russo-bielorussa, avevano avanzato di nuovo la richiesta di concedere la libertà provvisoria in una sede diplomatica russa negli Usa, in attesa che si concluda l’iter per l’estradizione. Ma il giudice Pohorelsky ha ribadito che per Borodin esiste ancora il pericolo di fuga.
Il legale di Borodin, Barry Kingham, aveva sostenuto che il suo cliente ha tutti i requisiti per ottenere la concessione della libertà provvisoria, anche alla luce del fatto che lo stesso ambasciatore russo negli Usa si è fatto da garante. Ma il procuratore Thomas Firestone – che rappresentava la Svizzera – si è opposto e il giudice ha mantenuto la misura cautelare. Pur riconoscendo l’importanza di Borodin per la Bielorussia, il magistrato ha sottolineato la necessità di prestare attenzione agli interessi della Svizzera.
swissinfo e agenzie
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