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Nuovi metodi di prevenzione per combattere la malaria in Africa

un ricercatore dell'Istituto Tripocale Svizzero spruzza permetrina su una zanzariera. istituto tropicale svizzero / università di basilea

L'impiego di zanzariere, trattate con un potente insetticida, può contribuire a ridurre drasticamente l'incidenza della malaria nei villaggi africani. Lo dimostra uno studio effettuato in Gambia e Tanzania da ricercatori dell'Università di Basilea.

L’Africa sub-sahariana è la regione più colpita dalla malaria. L’infezione miete vittime soprattutto tra i bambini, che sono esposti fin dalla nascita alle punture della zanzara anofele e hanno deboli difese immunitarie.

In attesa di mettere a punto un vaccino capace di risolvere definitivamente il problema, le autorità sanitarie dei Paesi coinvolti stanno studiando delle strategie per ridurre l’incidenza della malattia tra i più piccoli. Negli ultimi anni, i governi di Gambia e Tanzania hanno lanciato delle campagne di informazione per convincere gli abitanti dei centri rurali a usare delle zanzariere irrorate con la permetrina, un potente insetticida, per proteggere le culle dei neonati dall’attacco delle zanzare.

Durante una di queste campagne, condotta nei distretti di Kilombero e Ulanga, nel sud-ovest della Tanzania, un gruppo di epidemiologi dell’Istituto Tropicale Svizzero dell’Università di Basilea ha valutato sul campo l’efficacia delle zanzariere. I ricercatori hanno tenuto sotto controllo per due anni un gruppo di 750 bambini, residenti in 18 diversi villaggi.

Il primo esame dello stato di salute dei bambini è stato effettuato all’inizio della campagna, quando l’impiego delle zanzariere nelle case era ancora molto limitato. I due successivi controlli annuali hanno dimostrato la validità del programma di prevenzione: al termine dello studio, l’83 percento delle famiglie aveva adottato le barriere trattate con la permetrina e l’incidenza della malaria tra i piccoli era diminuita del 63 percento. L’uso delle zanzariere aveva ridotto anche l’incidenza dell’anemia grave, una conseguenza dell’infezione che spesso ha un esito letale per i bambini.

I risultati dello studio, pubblicati sull’ultimo numero del British Medical Journal, incoraggiano le autorità dei Paesi africani a proseguire sulla strada della prevenzione e dell’educazione sanitaria per limitare l’impatto delle malattie infettive sulla salute pubblica.

Maria Cristina Valsecchi

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