The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Operazione antidroga in Ticino: 32 arresti e decine d’indagati.

La polizia cantonale ticinese, che con questa operazione ritiene di aver decapitato il vertice dell'organizzazione di albanesi che controllava lo spaccio di eroina nel Cantone, ha presentato la droga e le armi sequestrate in una conferenza stampa Keystone

Ventiquattro persone in carcere, otto rilasciate e denunciate a piede libero e decine di indagati, è questo il bilancio di un'inchiesta antidroga che ha smantellato una rete di trafficanti che avevano spacciato in Ticino oltre 41 chilogrammi di eroina. Preoccupa lo scenario di un Cantone nel quale si moltiplicano i procedimenti penali per narcotraffico intrecciato, spesso, con riciclaggio di denaro sporco.

In manette sono finiti cittadini provenienti dai paesi balcanici, soprattutto dell’Albania e dal Kosovo, in gran parte residenti in Ticino con regolare permesso di soggiorno e di lavoro. Gli inquirenti sono arrivati sulle tracce dei trafficanti mentre lavoravano ad un’altra grossa inchiesta, denominata “Kokeforte” che mercoledì scorso ha portato alla condanna di quattro slavi e un olandese a pene tra i 10 mesi e i 7 anni di carcere.

La nuova operazione di polizia ed i recenti processi per droga e riciclaggio svelano ancora una volta l’inquietante scenario di un cantone che resta uno dei crocevia privilegiati per il narcotraffico.

Le indagini avviate in estate e concluse qualche mese fa avevano preso avvio da due distinte inchieste: “Duertpastrume”, in lingua albanese “Mani pulite”, e “Antene 2”, poi confluite in un’unica retata della polizia che ha portato complessivamente all’arresto di 32 persone e al sequestro di oltre un chilo di eroina, di una trentina di grammi di cocaina, 70 mila franchi, un’auto, 2 pistole, un fucile mitragliatore e di parecchi telefonini. Nel mirino della magistratura sono finiti un gruppo di slavi di etnia albanese, tra i quali alcuni asilanti e immigrati clandestini, tre cittadini italiani e tre confederati residenti in Ticino. Tra gli indagati anche una sessantina di tossicodipendenti.

“Il grosso della droga proveniva direttamente dall’Albania e dalla Bosnia, ma una decina di chili sono arrivati dalla Svizzera interna” ha precisato nella conferenza stampa di venerdì il procuratore pubblico Marco Villa che ha coordinato le indagini. Secondo il tenente della Polizia cantonale, Orlando Gnosca, con questa operazione si è decapitato il vertice dell’organizzazione di albanesi che controllava lo spaccio di eroina nel cantone. “Una piazza – ha precisato Gnosca – che coi suoi 1.800 eroinomani ufficiali necessita di almeno 134 chilogrammi di eroina all’anno”. Una piazza dove l’anno scorso ci sono stati dieci morti per overdose.

Nel giro degli ultimi anni sono state cinque le inchieste della magistratura sul traffico di eroina in Ticino: “Acqua limpida”, “Tufe”, “Ritorno”, “Fitoj”, “Vijim” che hanno portato all’arresto nel ’99 di 95 persone.

Sul fronte della droga, non cessa dunque lo stato di allarme per la polizia e la magistratura ticinesi, rafforzato anche dall’intreccio sempre più corposo tra narcotraffico e riciclaggio di denaro, come hanno dimostrato i recenti procedimenti penali.

Soltanto giovedì scorso si era concluso a Lugano il processo “Mastro” che ha visto alla sbarra due inglesi e un ticinese, condannati ad una pena complessiva di 14 anni, per il riciclaggio di 10,5 milioni di franchi provenienti da un traffico internazionale di cocaina.

All’inizio di gennaio c’era stata, invece, la condanna a due anni da espiare di un giovane del canton Svitto che aveva spacciato nel cantone 18 mila pastiglie di ecstasy e che era pure rimasto coinvolto nell’inchiesta “Bodyguard” che aveva condotto all’arresto di 31 persone e al sequestro di un ingente quantitativo di droghe sintetiche.

Qualche settimana dopo, con l’arresto di un italiano, di un ticinese e di un confederato, era venuto alla luce un colossale traffico di tre tonnellate cocaina tra il Mar dei Caraibi e la Florida con movimentazione in Svizzera dei proventi illeciti.

Libero D’Agostino

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR