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Oro di Milosevic in Svizzera, anche Belgrado indaga

Milosevic avrebbe venduto 173 chili d'oro in Svizzera nell'autunno dell'anno scorso Keystone

Ora anche la magistratura di Belgrado indaga sui presunti traffici d'oro con la Svizzera dell'ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic. Berna aveva già annunciato l'avvio di un'inchiesta una settimana fa.

Il procuratore distrettuale di Belgrado – riferisce mercoledì l’agenzia Tanjug – ha chiesto al ministero serbo dell’interno di verificare le informazioni, pubblicate da giornali della capitale, secondo le quali Milosevic avrebbe venduto 173 chili d’oro in Svizzera nell’autunno dell’anno scorso. La somma ricavata sarebbe stata versata su conti di diverse compagnie non identificate in Grecia e a Cipro.

La notizia dei trasferimenti, già pubblicata lo scorso 22 febbraio dal settimanale zurighese «Facts», era stata confermata lo stesso giorno dal portavoce del Direzione generale delle dogane (DGD) Roger Gauderon: i 173 chili di oro grezzo – il cui valore dichiarato è di 1,8 milioni di franchi – erano giunti a Zurigo-Kloten in quattro consegne effettuate tra il 21 settembre e il 2 novembre 2000. Il metallo giallo sarebbe poi stato trasportato in Ticino per essere raffinato e rivenduto.

Il Segretariato di stato dell’economia (seco) ha annunciato che sta indagando per determinare se l’oro abbia una provenienza illecita e se lo spostamento di valori abbia violato l’ordinanza «misure contro la Jugoslavia» emessa nel giugno 1999» e rimasta in vigore fino al 9 ottobre 2000.

L’importazione e l’esportazione di oro è tuttavia sempre stata legale, ha precisato mercooledì all’ats Othmar Wyss del seco. Illegale sarebbe stato soltanto se il ricavato della vendita del metallo fosse andato a una società statale jugoslava. In merito non ci sono finora prove, ha precisato Wyss.

swissinfo e agenzie

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