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Pavel Borodin: la procura ginevrina chiede la sua estradizione

Pavel Borodin, l'alto funzionario russo, arrestato negli Stati Uniti e che potrebbe venir estradato in Svizzera Keystone Archive

Colpo di scena nell'affare Mercata-Mabetex. L'ex capo del servizio presidenziale del Cremino Pavel Borodin, accusato di aver incassato cospicue tangenti versate dalle due società svizzere, è stato arrestato negli Stati Uniti. Alle proteste ufficiali di Mosca fa seguito la richiesta d'estradizione da parte della procura ginevrina.

Dal 1999 la procura ginevrina sta indagando sulle transazioni finanziarie svolte dalla Mercata e dalla Mabetex. Le due società di Lugano avrebbero versato cospicue tangenti ad alti funzionari russi, per ottenere gli appalti di ristrutturazione del Cremino e della Corte dei conti a Mosca. Tra i diversi beneficiari di queste bustarelle anche Pavel Borodin e la sua famiglia, sospettato di aver ricevuto 25 milioni di dollari di commissioni su un totale di 60 milioni versati dalla Mercata Trading. Borodin è indagato dalla procuratura di Ginevra per corruzione e riciclaggio.

Nel mese di dicembre del 2000, la magistratura russa, che collaborava con la giustizia ginevrina, ha deciso di archiviare l’inchiesta, non avendo constatato nessun reato. Per la procura generale russa, il caso andava subito archiviato per assoluta mancanza di prove.

Malgrado ciò, il procuratore generale del canton Ginevra, Bernard Bertossa, e il giudice incaricato dell’istruttoria, Daniel Devaud, decisero di continuare le loro indagini sui flussi finanziari tra le due società svizzere e alti funzionari del Cremino.

Ora giunge l’arresto negli Stati Uniti di Pavel Borodin, e la conseguente richiesta d’estradizione da parte della giustizia ginevrina. La richiesta dovrà essere formalmente trasmessa, via Berna, dal giudice istruttore che segue il caso. Per il procuratore Bertossa “è ancora troppo presto” per esprimersi sulle possibilità che Borodin compaia davanti ad un tribunale svizzero.

Mosca, in una protesta ufficiale, ha chiesto “l’immediata e incodizionata liberazione” dell’ex tesoriere del Cremlino, attuale segretario di stato dell’Unione tra la Russia e la Bielorussia. Da parte sua, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha definito l’arresto a New York di Pavel Borodin “uno scandalo diplomatico”.

All’ambasciata statunitense a Mosca si è tenuta una riunione presumibilmente dedicata al caso, riferisce la stessa agenzia. Borodin, 55 anni, gode di grande popolarità in Russia: la sua notorietà è alimentata dalle frequenti apparizioni in tv e dal caso politico sorto intorno a lui come protagonista della cosiddetta tempesta degli scandali.

L’ex tesoriere del Cremlino è apparso all’opinione pubblica russa come vittima di intrighi politici che avevano come bersaglio l’ex presidente Boris Eltsin. Il successore Vladimir Putin ha ignorato la tempesta giudiziaria nominando il tesoriere segretario dell’Unione russo-bielorussa.

swissinfo e agenzie

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