Petizione contro l’aiuto al suicidio degli anziani a Zurigo
Non si placa a Zurigo la polemica sulla decisione del municipio di autorizzare l'aiuto al suicidio nelle case per anziani tramite organizzazioni come «Exit» o «Dignitas»: una petizione chiede all'esecutivo cittadino di ritornare sulla sua decisione.
Secondo gli autori della petizione, una cinquantina fra medici, giuristi e teologi, la decisione del municipio zurighese mette in pericolo la vita degli ospiti delle case per anziani. Per queste persone, la decisione può essere vista come «un invito al suicidio», ha affermato mercoledì nel corso di una conferenza stampa la professoressa di etica Ruth Baumann Hölzle.
Una posizione condivisa anche da Klaus Ernst, copromotore della petizione ed ex direttore medico della clinica psichiatrica universitaria di Zurigo, secondo il quale i suicidi in ambienti particolari come quelli delle case di cura possono avere «rischi di contagio».
Il municipale Robert Neukomm, responsabile del dicastero Sanità, aveva annunciato lo scorso autunno la decisione di abolire dall’inizio di quest’anno il divieto, per gli ospiti delle case di cura, di far ricorso ai servizi di organizzazioni di «accompagnamento alla morte», che era in vigore dal 1987.
Una condizione imprescindibile posta ai candidati al suicidio è quella di essere pienamente capaci d’intendere e di volere, mentre l’intervento di queste associazioni continuerà a non essere tollerato negli ospedali.
Annunciando la decisione, Neukomm aveva affermato che il divieto limitava la libertà di scelta degli ospiti delle case per anziani: gli anziani che volevano far ricorso ai servizi delle associazioni citate erano infatti costretti a lasciare le case di cura per mettere in pratica la decisione di morire.
Le autorità zurighesi non temono che la revoca del divieto faccia aumentare il numero di anziani gravemente malati che cercherà aiuto per morire. Finora nei circa 20 istituti per anziani della città si registravano in media uno o due casi all’anno.
swissinfo e agenzie
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