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Procedura d’inchiesta nei confronti di Marc Rich

Condannato per evasione fiscale negli Stati uniti, Marc Rich è stato graziato recentemente dal presidente Clinton Keystone Archive

L'Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro ha aperto un procedimento per stabilire se la società di Zugo del commerciante di materie prime debba sottostare alla legge sul riciclaggio. Da parte sua, Marc Rich ha minacciato di trasferirsi a Londra, nel caso in cui le attività del suo gruppo fossero sottoposte alla normativa.

«Un procedimento in questo senso è effettivamente stato aperto: ciò non significa che la società di Marc Rich sia sospettata di riciclaggio di denaro», ha spiegato domenica Daniel Eckmann, portavoce del Dipartimento federale delle finanze (DFF), confermando una notizia del «SonntagsBlick». Si tratta piuttosto di stabilire se il commercio di materie prime sia o no l’attività dell’azienda di Rich.

Se fosse il caso, Rich dovrebbe aderire ad un’organizzazione di autocontrollo o ottenere un’autorizzazione da parte dell’Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro. La legge prevede altrimenti una multa fino a 200 000 franchi. «La minaccia dell’avvocato di Rich, secondo cui la responsabilità di un trasferimento all’estero dell’azienda ricadrebbe sulle nostre spalle, non può certo essere di rilievo per le autorità», ha aggiunto Eckmann.

In un’intervista al «Blick» di sabato, l’avvocato di Marc Rich, André A. Wicki, aveva spiegato che – nel caso in cui le autorità considerassero che l’attività del gruppo sottostà alla legge sul riciclaggio – Rich sarebbe stato costretto a traslocare a Londra o a chiudere bottega. Wicki aveva parlato di una legge «senza senso»: nel commercio di petrolio e di metalli gli affari vanno conclusi nello spazio di poche ore ed è inimmaginabile che si debba verificare chi siano clienti e fornitori.

«Se i grandi commercianti di materie prime dovessero partire, solo nel canton Zugo andrebbero persi milioni di franchi di tasse», ha fatto valere Wicki. Sarebbero in pericolo anche centinaia di posti di lavoro. Da parte sua, Eckmann ha assicurato che tali minacce non possono essere tenute in considerazione: la Svizzera non può e non vuole essere uno stato di diritto “à la carte”.

Anche negli Stati uniti, Marc Rich rimane al centro dell’attenzione, dopo la grazia concessa da Bill Clinton, al termine del suo mandato presidenziale, il 19 gennaio scorso. Negli anni ’80 il commerciante, oggi residente a Megglen (LU), è stato al centro di una vicenda che ha turbato le relazioni tra Svizzera e Stati Uniti.

Negli USA era considerato uno dei più grandi evasori fiscali di tutti i tempi ed era stato condannato nel 1992 in contumacia a 325 anni di carcere. Per questo motivo era fuggito in Svizzera e si era stabilito a Zugo.

Una commissione della Camera dei rappresentanti americana vuole ora indagare su eventuali motivi illeciti che avrebbero spinto Clinton a graziarlo. Dal canto suo, l’ex presidente degli Stati uniti ha difeso venerdì la sua decisione di grazia: davanti ai media a New York, Clinton ha negato qualsiasi favoritismo e ha detto di voler assumere fino in fondo la responsabilità della sua decisione. Secondo i critici la grazia è stata concessa perché la ex moglie di Rich ha offerto circa un milione di dollari ai democratici per la campagna presidenziale.

swissinfo e agenzie

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