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Proposta dal governo una legge sui disabili

Nel settore dei trasporti gli interventi per permettere l'accesso ai disabili dovranno essere realizzati entro 20 anni Keystone

Eliminare o almeno ridurre le barriere architettoniche per i disabili. Il governo ha presentato una nuova legge e un credito di 300 milioni in alternativa all'iniziativa popolare lanciata dalle associazioni degli andicappati.

Trasporti pubblici, edifici e prestazioni sono i settori in cui la normativa intende attuare il mandato costituzionale che chiede l’eliminazione degli svantaggi nei confronti dei disabili. “La legge intende portare dei miglioramenti dove l’iniziativa privata e gli sforzi profusi spontaneamente si rivelano insufficienti”, ha spiegato la ministra di giustizia e polizia Ruth Metzler.

Il progetto, oltre a definire con precisione i settori nei quali vanno presi provvedimenti e i principi di attuazione, introduce anche una particolarità giuridica di rilievo: il divieto di discriminazione non sarà valido soltanto nelle relazioni fra Stato e disabili, ma sarà anche applicabile ai privati che offrono pubblicamente delle prestazioni. “In tal modo i controlli sull’esecuzione della legge saranno in gran parte effettuati dai diretti interessati”, ha osservato la consigliera federale.

Concretamente la legge riguarderà gli edifici e gli impianti accessibili al pubblico, i trasporti pubblici e le relative istallazioni, ma anche le case private con più di otto appartamenti e gli edifici che accolgono più di 50 posti di lavoro. L’obbligo non sarà però applicabile all’insieme delle costruzioni, come rivendicato dalle associazioni dei disabili, ma solo agli edifici costruiti o oggetto di importanti lavori di rinnovo dopo l’entrata in vigore della legge.

Alcune eccezioni sono comunque previste: nel settore dei trasporti gli adattamenti all’intera struttura dovranno essere realizzati entro 20 anni, mentre per i sistemi di comunicazione e i distributori di biglietti il termine sarà di 10 anni. La ministra non ha saputo quantificare il volume complessivo di spese che i lavori di adeguamento comporteranno, ma le stime sono dell’ordine di miliardi di franchi.

Nel settore dei trasporti Berna parteciperà con un contributo di 300 milioni. In generale, i provvedimenti per essere realizzati dovranno essere sostenibili economicamente e risultare compatibili con la protezione dell’ambiente e del paesaggio.

Per quanto elevati, i costi per l’eliminazione delle barriere architettoniche causati dalla legge dovrebbero comunque essere inferiori a quelli che provocherebbe l’iniziativa popolare “Parità di diritti per i disabili”, ragion per cui il Consiglio federale ha deciso di respingerla.

Lanciata dalle associazioni di invalidi in seguito al mancato riconoscimento delle loro rivendicazioni nella revisione della Costituzione federale, l’iniziativa vuole iscrivere direttamente nella Carta fondamentale il diritto soggettivo ad accedere ad edifici e a beneficiare di prestazioni particolari. “L’attuazione risulterebbe difficile e comporterebbe costi non prevedibili”, ha fatto notare Ruth Metzler.

Meglio allora una legge che definisce un ambito ristretto d’applicazione ma in modo chiaro, a detta della ministra. Oltre a modifiche materiali, la legge prevede anche agevolazioni fiscali per i disabili e misure all’indirizzo dei Cantoni affinché i giovani ricevano una scolarizzazione di base adeguata alle loro esigenze.

Le organizzazioni che rappresentano gli andicappati ritengono però il progetto di legge troppo poco incisivo. L’iniziativa popolare “Parità di diritti per i disabili” non verrà perciò ritirata.

Luca Hoderas

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