Rapimento Lagonico: di nuovo a giudizio il ricettatore del riscatto
Il ricettatore del riscatto versato per la liberazione dell'avvocato vodese Stéphane Lagonico verrà nuovamente giudicato. Il Tribunale federale (TF) ha infatti ritenuto che la giustizia vodese - che lo aveva condannato nel maggio dello scorso anno a quindici mesi di carcere con la condizionale - ha avuto «la mano troppo pesante».
L’uomo era stato processato a Payerne nel dicembre del 1999, prima degli autori principali del rapimento. L’imputato aveva nascosto 239mila franchi e ne aveva spesi 5mila. Aveva in seguito restituito 600 franchi alla famiglia Lagonico. Non aveva però partecipato al sequestro, compiuto il 21 dicembre 1998 nel cuore di Losanna. Lagonico, 26 anni, era stato liberato dalla polizia dopo 48 ore.
In prima istanza il Tribunale di Payerne lo aveva condannato per riciclaggio a cinque mesi di prigione con la condizionale. In seguito la Corte di cassazione del Tribunale cantonale vodese, giudicandolo colpevole dei reati di ricettazione e riciclaggio, aveva aumentato la pena a quindici mesi con la condizionale.
Secondo la sentenza del TF, la corte di cassazione avrebbe dovuto tenere maggiormente conto del fatto che il condannato non aveva precedenti. Aumentando massicciamente la pena senza motivazioni sufficienti, la Corte – sempre secondo il TF – ha «abusato del suo potere di apprezzamento» e dovrà quindi riesaminare l’incartamento.
Il processo per il rapimento Lagonico si era concluso lo scorso 27 marzo, con la condanna a nove anni di reclusione per il principale imputato, Christian Pidoux. Al suo complice Pascal Schumacher, sono stati inflitti sei anni di reclusione, mentre l’altra complice, Katia Pastori, ne dovrà scontare tre. Altri nove coimputati sono stati condannati a pene oscillanti fra sette anni di reclusione e 12 mesi con la sospensione condizionale.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.