Riciclaggio di denaro: anche la Svizzera sotto la lente francese
Dopo Liechtenstein e Monaco, adesso è il turno della Svizzera a finire sotto la lente di una commissione parlamentare francese, che indaga sul riciclaggio di denaro sporco e che ha compiuto due missioni in terra elvetica.
In un rapporto che viene pubblicato mercoledì, la commissione indagatrice dell’Assemblea nazionale, istituita nel giugno ’99 e presieduta dal socialista Vincent Peillon, ritiene che «l’assistenza giudiziaria (della Svizzera) non è sempre esente da lentezze e formalismo».
«La Svizzera rimane ancora troppo aperta all’utilizzo di meccanismi, sistematicamente adoperati dalla criminalità finanziaria», afferma il deputato Peillon in un rapporto fatto lo scorso 7 febbraio davanti alla commissione di indagine.
In esso parla di «fiduciari che permettono di aggirare le procedure di identificazione dei reali beneficiari di fondi e rappresentano una zona d’ombra preoccupante in seno ai dispositivi di controllo».
La commissione parlamentare, il cui relatore è il socialista Arnaud Montebourg, ha già pubblicato due rapporti molto critici sul Liechtenstein (lo scorso aprile) e sul Principato di Monaco (in giugno).
Montebourg si stupisce del ridotto numero di casi sospetti segnalati dalla Svizzera: meno di 400, 313 dei quali provenienti da istituti bancari che si fanno vivi spesso soltanto dopo fughe di notizie sulla stampa. Il funzionamento del meccanismo – dice – «appare contrastato». Certi magistrati dei cantoni Ginevra e Ticino hanno saputo avviare azioni ferme contro il riciclaggio, mentre altri, soprattutto nei cantoni della Svizzera tedesca, «danno sempre più prova di formalismo e di riserva».
La commissione ha raccolto le confessioni di un’avvocata sulla «connivenza di mediatori finanziari, complici di gravi crimini», secondo il relatore del rapporto. Il deputato Peillon nota come la Svizzera sia considerata «un paese offensivo nella lotta anti- riciclaggio»; nondimeno essa rimane «confrontata al succedersi di scandali finanziari, che forniscono in seguito altrettante occasioni di constatare che la cooperazione giudiziaria non è sempre esente da lentezze e formalismo».
Il rapporto riserva un’attenzione particolare anche alle attività della Banca cantonale di Ginevra, che secondo un suo ex-dirigente sarebbe implicata in operazioni di riciclaggio di denaro sporco.
swissinfo e agenzie
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