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Ritorna alla normalità la situazione nell’asilo

Era dal 1994 che in Svizzera le domande di asilo non toccavano un limite così basso come quello registrato lo scorso anno Keystone

Nel 2000 le nuove richieste sono calate del 62 percento rispetto all'anno prima e grazie ai rimpatri è sceso il numero di persone sottoposte al diritto d'asilo. Lo scorso anno le domande sono state meno di 18 mila.

La fine nel 1999 del conflitto in Kosovo ha fatto rientrare definitivamente l’allarme profughi in Svizzera durante il 2000. Stando alle statistiche rese note martedì dall’Ufficio federale dei rifugiati (UFR) l’anno scorso le domande d’asilo sono fortemente diminuite.

In totale 17.611 persone hanno inoltrato una richiesta, la cifra più bassa dal 1995 e rispetto al 1999 una diminuzione di ben il 61,8 percento. “A livello internazionale, nel 2000 la Svizzera si situa largamente in testa tra i paesi che hanno registrato un calo delle domande d’asilo”, ha osservato il direttore dell’UFR Jean-Daniel Gerber.

Come negli anni precedenti la parte del leone l’hanno fatta ancora i rifugiati provenienti dalla Repubblica federale di Jugoslavia con un quinto delle nuove domande. Al secondo posto vi sono i rifugiati della Turchia (8,1 percento), seguiti da quelli della Bosnia-Erzegovina (7,4 percento), dell’Irak (5,2 percento) e dello Sri-Lanka (5,1 percento).

Un sensibile ridimensionamento si è registrato anche nel numero totale di persone sottoposte al regime dell’asilo. A fine 2000 erano circa 98 mila, un calo pari al 26 percento rispetto all’anno precedente e il primo dall’ormai lontano 1994. Anche in questo caso i cittadini della Repubblica federale jugoslava costituiscono il gruppo maggioritario con 23 mila rifugiati, seguiti da quelli provenienti dallo Sri-Lanka (16 mila) e dalla Bosnia-Erzegovina (12 mila). “Questa importante diminuzione è da mettere in conto ai ritorni in Kosovo”, ha spiegato Gerber che ha definito un successo il programma di aiuto ai rimpatri in questa regione realizzato dalla Confederazione.

A partire dal luglio 1999 circa 33 mila persone (16 mila nel ’99, 17 mila nel 2000) hanno usufruito delle agevolazioni finanziarie e materiali offerte dalla Svizzera per fare ritorno a casa.

Il direttore dell’UFR ha sottolineato anche i progressi effettuati nel trattare le domande d’asilo da parte delle autorità. L’anno scorso sono state oltre 38 mila contribuendo a dimezzare la quota di quelle in sospeso. In prima istanza solo il 6,4 percento delle richieste sono state accettate, ma il tasso differisce molto a seconda della nazionalità, dall’1,8 percento per i rifugiati jugoslavi al 42,5 per quelli turchi.

Ma la severità delle autorità elvetiche risulterebbe sempre inferiore a quella che prospetta un’iniziativa popolare lanciata dall’UDC in base alla quale il tasso di accoglienza si aggirererebbe intorno allo 0 percento. L’UDC propone di non concedere asilo a quei rifugiati che per giungere in Svizzera sono transitati per un paese sicuro che avrebbe potuto offrire loro riparo.

Luca Hoderas

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