Sciolte le manifestazioni a Davos e Chiasso, disordini a Landquart
La polizia è intervenuta sabato a bloccare i circa trecento dimostranti che si erano dati convegno a Davos, nonostante il divieto di manifestazione. In seguito, i manifestati si sono dispersi, come la quarantina di persone che avevano in precedenza bloccato la dogana di Chiasso. Più violenti gli scontri a Landquart, dove gli agenti hanno impiegato lacrimogeni e idranti.
La manifestazione anti-mondializzazione a Davos si è sciolta nel primo pomeriggio di sabato, dopo un’ora di schermaglie con le forze dell’ordine. I dimostranti – accompagnati da numerosi agenti – sono tornati pacificamente verso la stazione ferroviaria.
Alla manifestazione, non autorizzata dalle autorità cittadine, hanno partecipato «più di 300 persone», ha indicato uno degli organizzatori. Non vi sono state azioni violente dopo un primo scontro con la polizia, sedato con getti d’acqua.
Secondo gli organizzatori, le forze dell’ordine hanno impedito l’accesso alla località grigionese a circa 1500-2000 persone: un treno intero, con a bordo 300 manifestanti, è stato fermato a Klosters, mentre un migliaio di dimostranti sono stati bloccati a Landquart.
Questi ultimi – circa 600 secondo le forze dell’ordine – si sono opposti alla polizia, che ha fatto ricorso a gas lacrimogeni e getti d’acqua. In risposta, gli oppositori al Forum economico hanno bloccato il traffico ferroviario tra Zurigo e Coira e l’autostrada A13 in entrambe le direzioni, tra Landquart e Walenstadt. Una parte dei manifestanti sono poi ripartiti alla volta di Zurigo.
Sabato mattina, la polizia svizzera era intervenuta anche alla dogana di Chiasso, ricorrendo agli idranti per tenere lontani dalla dogana i quaranta giovani dei centri sociali italiani che bloccavano da venerdì sera il valico di Ponte Chiasso, dopo che le autorità elvetiche avevano negato loro il permesso al di entrare nella Confederazione. Nella tarda mattinata, i 40 avevano poi annunciato che lo scopo della loro manifestazione era stato raggiunto e si sono ritirati in territorio italiano.
Per proteggere i lavori al Centro dei conmgressi di Davos, dove è in corso il World Economic Forum, le forze dell’ordine hanno adottato imponenti misure di sicurezza, moltiplicando i controlli e i posti di blocco in tutta la regione e alle frontiere del paese, per impedire l’accesso alla stazione sciistica agli attivisti anti-mondializzazione.
swissinfo e agenzie
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