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Sfonda porte aperte l’iniziativa per l’internamento a vita dei criminali sessuomani

Centinaia di girandole furono piantate nel bosco dello Zollikerberg per ricordare il primo anniversario dell'uccisione di una ragazza da parte di un maniaco sessuale Keystone

È quanto sostiene il Consiglio federale, che respinge l'iniziativa popolare a favore dell'internamento a vita per i maniaci sessuali che hanno commesso crimini violenti, sono pericolosi e refrattari alle cure. Per il governo, bastano le norme attuali e le già previste modifiche al codice penale.

Nell’ottobre del 1993, un pregiudicato condannato a vita per due assassinî, nove stupri e diverse aggressioni a sfondo sessuale, approfittando di una breve licenza dal carcere uccise, nel bosco dello Zollikerberg vicino a Zurigo, una ragazza di 20 anni.

Il delitto suscitò enorme scalpore, soprattutto in rapporto alla concessione del permesso di libera uscita al maniaco pluriomicida. Allora era ministro di giustizia del canton Zurigo l’attuale presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger. La vicenda si concluse con un processo, nel 1998, contro lo psichiatra che aveva in cura il detenuto e tre funzionari del dipartimento cantonale di giustizia.

La sentenza d’assoluzione non venne accettata dai familiari, che però rinunciarono a presentare ricorso in appello. Nel frattempo, infatti, per le implicazioni politiche del caso, il cantone aveva concluso con loro un accordo extragiudiziale, pagando quasi un milione di franchi.

Sull’onda emotiva di quella vicenda, un gruppo denominato “Licht der Hoffnung”, sostenuto da ambienti politici di destra, ha raccolto quasi 200 mila firme per un’iniziativa popolare, inoltrata il 3 maggio 2000, che vuole introdurre per certi criminali un internamento con condizioni di liberazione restrittive. Quest’ultime si concretizzano solo quando nuove conoscenze scientifiche permettono di dimostrare che il criminale può essere curato e non rappresenta più alcun pericolo per la collettività.

Inoltre, le perizie relative al criminale sessuomane o violento devono sempre essere redatte da almeno due esperti reciprocamente indipendenti e la responsabilità di una recidiva deve essere assunta dall’autorità che ha posto fine all’internamento.

Il Consiglio federale propone al parlamento di respingere questa iniziativa, poiché la revisione del codice penale, già in corso, introdurrà tutta una serie di innovazioni che proteggeranno in modo più mirato la società nei confronti di autori pericolosi di atti di violenza.

In particolare, il governo propone un nuovo internamento a vita, a scopo di sicurezza, per tutti gli autori di crimini particolarmente gravi per i quali esiste un pericolo di recidiva. Questo tipo d’internamento è inserito in un concetto globale delle nuove misure di protezione: sono previsti anche istituti di sicurezza particolari per il trattamento di criminali psichicamente malati, condizioni di liberazione più rigorose e perizie che si fondino su diversi pareri.

Il governo rimprovera invece all’iniziativa di non tener conto delle commissioni speciali, già istituite in tutti i cantoni per una valutazione approfondita e fondata dei criminali pericolosi,nonché di essere contraddittoria, poiché esclude qualsiasi liberazione anticipata ma nello stesso tempo prevede che criminali pericolosi possano essere liberati per sottoporsi a un trattamento. Quanto alla responsabilità delle autorità,infine, secondo il governo le leggi attuali bastano.

Silvano De Pietro

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