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Strasburgo sconfessa il tribunale federale

I giudici supplenti non offrono sempre tutte le garanzie di imparzialità se dividono il loro tempo tra magistratura e avvocatura. Strasburgo ha dato ragione a uno svizzero scontento della composizione del Tribunale amministrativo di Zurigo.

In una decisione presa all’unanimità, i giudici della Corte europea dei diritti umani hanno deciso di accogliere un ricorso contro una sentenza del Tribunale federale, concedendo inoltre un risarcimento di 9000 franchi.

I magistrati hanno constatato che il richiedente non aveva avuto diritto, in un contenzioso che l’opponeva al comune di Kloten (ZH), a un tribunale indipendente e neutrale. L’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti umani è quindi stato violato.

Conflitti paralleli Nel 1995, lo zurighese si era visto opporre una decisione di non entrata in materia dal Tribunale amministrativo di Zurigo. Formata da cinque giudici, la corte comprendeva tre giudici a tempo parziale, un giudice supplente e il presidente, unico magistrato a tempo pieno.

Il richiedente aveva contestato l’imparzialità del tribunale, facendo notare che una giudice a tempo parziale esercitava parallelamente la professione di avvocato e aveva difeso gli interessi del comune di Küsnacht, contro il quale l’uomo era in conflitto per un’altra procedura in materia di costruzione.

Inoltre, questa giudice supplente e un altro giudice dividevano lo studio con un terzo associato. Ora, quest’ultimo era stato assunto per difendere gli interessi del comune di Kloten, contro il quale era appunto in corso il contenzioso.

Secondo la Corte europea questa situazione ha suscitato dubbi legittimi da parte del richiedente per quanto riguarda l’imparzialità del Tribunale amministrativo. L’interessato poteva infatti temere che la giudice supplente veda in lui «la parte avversa», visto che difendeva Küsnacht in un altro processo.

Inoltre, il fatto che due dei cinque magistrati fossero associati a un avvocato incaricato di difendere gli interessi del comune di Kloten viene ad aggravare questa situazione.

In una sentenza pubblicata nel 1996, il Tribunale federale aveva invece sconfessato il richiedente. I giudici di Mon Repos avevano ritenuto che i timori concernenti la mancanza di imparzialità del Tribunale amministrativo non fosse «obiettivamente fondata» rispetto alle particolarità della situazione.

swissinfo e agenzie

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