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Swiss, un problema in più

La Swiss e i suoi piloti: una storia di (dis)amore? Keystone

La Swiss esce sconfitta dal confronto con i piloti dell’ex Crossair. I licenziamenti dovranno essere proporzionali.

Il verdetto del tribunale arbitrale di Basilea è un ostacolo all’applicazione delle misure di risparmio che Swiss annuncerà martedì.

La Swiss non immaginava certo quanti problemi le avrebbe causato il licenziamento di 169 piloti dell’ex compagnia aerea Crossair. Discriminati? Amareggiati? Devono essersi sentiti così i «crossairiani», riuniti nel sindacato Swiss Pilots. Devono essersi domandati perché a loro toccasse fare le valigie mentre i cugini provenienti da Swissair continuavano a volare. E così hanno chiesto l’intervento della giustizia.

Il tribunale arbitrale di Basilea ha dato loro ragione, dichiarando illegali quei 169 licenziamenti. Una bella gatta da pelare per Swiss. Se la decisione del tribunale dovesse entrare in vigore – fa sapere la compagnia aerea – provocherebbe dei costi supplementari notevoli. Inoltre Swiss si vedrebbe privata della possibilità di ridurre la flotta seguendo dei criteri interessanti da un punto di vista finanziario.

I rapporti tra Swiss Pilots e la compagnia aerea sono sempre stati piuttosto tesi, ma questo nuovo screzio – che arriva a pochi giorni dalla pubblicazione delle nuove strategie di Swiss, prevista per martedì – rischia di avvelenare ulteriormente l’atmosfera.

Uno ciascuno…

«Per noi si tratta di un grande successo», ha dichiarato David Bieli, presidente di Swiss Pilots, riferendosi al verdetto del tribunale basilese che ha messo la parola fine ad una querela durata più di un anno e mezzo. Tra febbraio e marzo, Swiss aveva licenziato 169 piloti, tutti provenienti dall’ex Crossair. Agli occhi dei giudici si è trattato di un atto discriminatorio.

Per la corte la riduzione degli effettivi deve toccare in modo proporzionale i due schieramenti di piloti, quelli provenienti da Swissair e quelli provenienti da Crossair. Ciò equivale a dire che i licenziamenti devono avvenire in modo indipendente dal tipo di velivoli interessati dalle misure di risparmio e dalle esigenze dell’azienda.

In poche parole – considerando che Swiss conta 1050 piloti ex Crossair e 850 piloti ex Swissair – se la compagnia darà il benservito a cinque piloti della Crossair dovrà mettere alla porta anche quattro piloti della Swissair. Il verdetto ha effetto retroattivo: i licenziamenti d’inizio anno dovranno dunque essere rivisti.

Un grounding non è nell’interesse di nessuno

«Tre settimane fa, Swiss aveva rifiutato un modello del genere» dichiara a swissinfo Martin Gutknecht, membro del comitato direttivo di Swiss Pilots. «Ora è legge e siamo sicuri che Swiss si sforzerà di rispettarla. È chiaro che le tre parti in causa – Swiss, Aeropers (associazione degli ex piloti Swissair) e Swiss Pilots (associazione degli ex piloti Crossair) – dovranno sedersi a tavolino e cercare dei compromessi».

Il presidente di Swiss Pilots, David Bieli, ha respinto le accuse di chi sostiene che col suo atteggiamento il sindacato stia minando il terreno sotto i piedi di Swiss. «Un grounding non è nel nostro interesse», ha dichiarato durante una conferenza stampa, «in fin dei conti Swiss Pilots rappresenta circa 900 piloti».

Per Swiss Pilots il sistema di licenziamento proporzionale porterà dei risparmi a Swiss. Licenziando solo piloti dell’ex Swissair – come chiesto in un primo tempo da Swiss Pilots e rifiutato dal tribunale – si sarebbero potuti risparmiare 55 milioni in cinque anni. Col modello proporzionale si arriverà a 25 milioni. Questo perché attualmente i piloti provenienti da Swissair hanno dei salari più elevati.

I timori di Swiss

Swiss però ritiene che la decisione del tribunale comporterà dei costi supplementari. Si dovranno rivedere inoltre i programmi di ristrutturazione dell’azienda. Come licenziare in modo proporzionale se si intendono ridurre i voli sulle distanze brevi, dove sono attivi soprattutto gli ex Crossair, e non i voli intercontinentali, appannaggio degli ex piloti Swissair?

Per Martin Gutknecht, di Swiss Pilots, quello appena illustrato non è un problema vero e proprio. «È vero» confida a swissinfo «i piloti della Crossair non sono addestrati per volare su aerei che coprono delle grandi distanze. D’altro canto i piloti di Swissair hanno dei problemi con alcuni dei nostri velivoli. In ogni caso si dovrà provvedere ad aggiornare le conoscenze dei piloti».

Non la pensa così la Swiss che ha dichiarato, per bocca del suo portavoce Jean-Claude Dozel, che si prenderà il tempo necessario per valutare al meglio la situazione, prima di decidere se portare il caso davanti al tribunale d’appello di Basilea.

swissinfo e agenzie

Si avvicina l’ora della verità per Swiss. Martedì saranno annunciate le nuove strategie aziendali. Obiettivo: riduzione dei costi, anche attraverso misure drastiche.

Le grandi linee, secondo il portavoce di Swiss, porteranno sul ridimensionamento delle rotte, della flotta e del personale, sulla politica commerciale da seguire nei confronti delle compagnie a basso prezzo e sulla creazione della compagnia regionale Swiss Express.

Proprio quest’ultimo punto potrebbe essere messo in pericolo dalla decisione del tribunale di Basilea. Creare una flotta regionale composta esclusivamente da personale proveniente dalla ex Crossair andrebbe infatti contro la legge. Questo perché la divisione in due gruppi del personale equivarrebbe a discriminare i piloti ex Crossair.

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