Corruzione: la Svizzera non ha le mani pulite
A ricorrere maggiormente alla corruzione sono le società delle principali economie emergenti, rileva l'indagine di Transparency International sulla corruzione aziendale. Le imprese pronte a versare tangenti e bustarelle non mancano tuttavia nemmeno in Svizzera.
Il Belgio e il Canada condividono il primo posto della classifica stabilita dall’organizzazione non governativa sulla base del suo Indice di corruzione dei paesi esportatori (ICPE).
Nel raffronto internazionale che include 22 paesi, la Svizzera si piazza al terzo rango assieme all’Olanda e davanti a Germania, Giappone e Gran Bretagna. L’Italia è 17esima insieme al Brasile. In fondo alla lista si trovano nell’ordine India, Messico, Cina e Russia.
La valutazione data alla Svizzera lascia intendere che anche gli imprenditori elvetici sono pronti a versare tangenti o bustarelle all’estero, scrive Transparency International Svizzera, chiedendo ai dirigenti di aziende di dare ai propri dipendenti la possibilità di denunciare casi di corruzione senza subire conseguenze.
I settori più toccati dalla corruzione, rileva Transparency International, sono quelli della costruzione, del mercato immobiliare, del petrolio e del gas. Più “puliti” risultano invece i settori dell’informatica, delle banche e della finanza.
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