Opportunità e rischi nella Russia che cambia

Il parlamento russo Reuters

Dal 10 al 13 luglio una delegazione svizzera – guidata dal ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann – si reca in Russia nell'intento di incrementare ulteriormente gli scambi tra i due paesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 luglio 2011 - 08:35
Matt Allen, swissinfo.ch

Il momento culminante della visita sarà l'incontro tra il presidente russo Dimitri Medvedev, in cui verranno discussi i progressi in vista di un accordo di libero scambio così come il ruolo della Svizzera nel processo di modernizzazione della Russia.

Per gli investitori elvetici, di cui una delegazione parteciperà al viaggio, la Russia costituisce un mercato di grandi dimensioni – 142 milioni di abitanti – e quindi assai interessante, soprattutto per l'urgente necessità del paese di adeguare le infrastrutture, in particolare nel settore della produzione energetica.

Dal 2006 la Confederazione ha peraltro sviluppato una strategia di legami economici privilegiati con i cosiddetti paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), avviando appunto lo scorso anno – nel quadro dell'Associazione europea di libero scambio – i negoziati per un accordo di libero scambio con i membri dell'Unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakistan.

Grandissimo potenziale

L'imprenditore svizzero Urs-Peter Wepfer conosce bene la realtà russa: la ditta che dirige – la United Machinery, attiva nel settore della consulenza e della logistica – è infatti presente nel paese dal 1999.

Secondo Wepfer le aziende svizzere potrebbero trarre profitto dagli sforzi della Russia per modernizzare gli impianti di produzione energetica, i collegamenti stradali, ferroviari e le strutture portuali. Senza contare che la Russia ospiterà le Olimpiadi invernali di Sochi nel 2014, i campionati mondiali di hockey nel 2016 e i quelli di calcio nel 2018.

«Per gli investitori e gli esportatori stranieri vi è un grandissimo potenziale d'investimento, anche poiché molti progetti di adeguamento delle infrastrutture sono sostenuti dal governo russo», spiega Wepfer.

A suo parere, «la richiesta di equipaggiamenti di alta qualità e conoscenze specifiche nei settori della tecnologia, degli strumenti di precisione, delle macchine, dalla costruzione e in ambito ferroviario è parecchio elevata». Ciò costituisce un'opportunità, poiché – ad esempio – «l'esperienza svizzera in abito edile risulta molto richiesta, viste le condizioni climatiche e topografiche simili».

Un mercato complesso

Le più grandi aziende svizzere sono già presenti da tempo in Russia. Per esempio: il produttore di cemento Holcim si appresta a inaugurare un nuovo impianto nei pressi di Mosca, Novartis ha destinato 500 milioni di dollari per sviluppare la presenza sul mercato russo nei prossimi cinque anni e Sulzer ha ampliato un suo stabilimento già lo scorso anno.

Senza dimenticare l'operazione che in tempi recenti ha consentito al miliardario russo e residente in Svizzera Viktor Vekselberg di assumere il controllo – attraverso la Renova – di Oerlikon e Sulzer.

Vladimir Kuznetsov, stretto collaboratore di Vekselberg e membro del consiglio d'amministrazione di Sulzer, spiega che per acquisire una posizione solida nel mercato russo occorre tempo, pazienza e una strategia azzeccata.

«Il mercato è effettivamente immenso, ma avere successo non è affatto facile: le aziende straniere devono dar prova di grande costanza. Prima di tutto occorre assumere personale russofono, in seguito si devono istruire i collaboratori locali per lanciare e mantenere la propria offerta nel paese; da ultimo, la produzione va sostenuta con centri di servizio basati direttamente in Russia».

Urs-Peter Wepfer ritiene dal canto suo che chi decide di inserirsi nel mercato russo deve calcolare due anni di tempo e circa mezzo milione e di franchi d'investimento prima di poter cominciare a realizzare profitti. Gli esperti raccomandano inoltre alle aziende di preparare un "piano di fuga", se dopo cinque anni la strategia non dà i frutti auspicati.

Uno dei maggiori problemi del mercato russo è poi la corruzione. Infatti, nonostante gli sforzi per bloccare gli abusi e ridurre l'influenza governativa sulle aziende private, la Russia figura sempre tra gli Stati più corrotti del mondo (154esimo paese su 178 del Transparency International corruption index 2010).

Il programma della visita

A Mosca il ministro dell'economia Schneider-Ammann incontrerà il ministro dello sviluppo economico Elvira Nabiullina. I colloqui verteranno sul commercio bilaterale, sugli investimenti e sui rapporti nell'ambito dell'OMC e dell'AELS.

I due ministri firmeranno una dichiarazione comune sulla cooperazione per la modernizzazione economica, che dovrebbe favorire, oltre alle relazioni economiche bilaterali, anche gli investimenti reciproci e i contatti tra gli operatori economici.

Nella capitale russa è prevista anche una tavola rotonda sul tema dell'innovazione: uomini d'affari russi presenteranno progetti innovativi da realizzare nel Centro per lo sviluppo e la commercializzazione di nuove tecnologie che verrà realizzato a Scolkovo, nei pressi di Mosca, anche con l'aiuto di partner svizzeri (Technopark e Politecnico di Zurigo).

Il 13 luglio il consigliere federale Schneider-Ammann parteciperà a Kolomna ai colloqui tra la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey e il presidente russo Dimitri Medvedev.

Assisterà inoltre, insieme ai due presidenti, alla cerimonia di apertura di uno stabilimento della Holcim.

End of insertion

Scambi economici

Nel 2010 l'economia russa si è in gran parte ripresa dalle ripercussioni della crisi finanziaria ed economica ed è tornata a un tasso di crescita positivo. Il PIL è aumentato del 4% rispetto all'anno precedente.

Le importazioni dalla Russia verso la Svizzera (1 miliardo di franchi, +41% rispetto all'anno precedente) e le esportazioni dalla Confederazione verso la Russia (2,6 Mrd CHF, +26% rispetto all'anno precedente) hanno registrato un notevole incremento, raggiungendo un saldo di 1,6 miliardi di franchi.

Gli investimenti diretti svizzeri in Russia ammontavano a fine 2009 a 6,2 miliardi di franchi (2008: 5,3 miliardi di franchi). Le ditte svizzere in Russia impiegano circa 75'000 persone.

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo