UBS e Credit Suisse, superano lo stress test
I due più grandi istituti bancari elvetici sono usciti indenni dallo stress test dell'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (Finma). L’analisi ha indicato che le due banche non sarebbero a rischio nemmeno se oltre all'economia mondiale crollassero anche i mercati immobiliari e gli Stati membri dell'Unione europea.
Lo stress test (simulazione di una crisi) è stato «nettamente più severo» di quello condotto dal comitato europeo di supervisione sulle banche CEBS. Il rigore con il quale è stato condotto questo esame – introdotto dall’inizio del 2009 – è motivato dalla grande importanza che UBS e Credit Suisse rappresentano per l’economia svizzera, spiega la Finma in un comunicato.
L’esame ha mostrato che le riserve di capitale e di liquidità di UBS e Credit Suisse sono sufficienti a far fronte a degli eventi straordinari. Il coefficiente di solidità patrimoniale (Tier 1) non scenderebbe sotto il minimo richiesto dell’8%.
Lo scenario di crisi è stato elaborato in collaborazione con la Banca nazionale svizzera. Prevedeva una «grave recessione mondiale» nei prossimi due anni, accompagnata da un crollo dei prezzi sui mercati finanziari e immobiliari. È stato inoltre ipotizzato un inasprimento «specifico e molto marcato» della crisi del debito di diversi stati dell’Ue.
Venerdì sono stati pubblicati anche i risultati relativi agli stress test condotti sulle principali 91 banche di venti paesi dell’Ue. Solo 7 non hanno superato le prove di resistenza: sono 5 casse di risparmio spagnole e la Ata bank greca e la tedesca Hypo Real estate.
L’esame europeo si era posto l’obiettivo di testare l’adeguatezza della capitalizzazione dei maggiori istituti di credito di fronte a bruschi peggioramenti o a crisi del debito pubblico.
swissinfo.ch e agenzie
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