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EPFL e UNIGE: studenti si mobilitano

(Keystone-ATS) La mobilitazione degli studenti contro la guerra a Gaza è proseguita e si è estesa oggi anche al Politecnico federale di Losanna (EPFL) e all’Università di Ginevra (UNIGE), provocando diverse reazioni da parte dei rettorati e della polizia.

Decine di studenti filo-palestinesi, che hanno occupato in modo pacifico la sala di un edificio dell’EPFL da questa mattina, hanno iniziato ad andarsene intorno alle 17.30, riferisce Keystone-ATS, rispettando l’ultimatum fissato dalla direzione dell’università. Mercoledì alle 19.15 è previsto un incontro a porte chiuse fra gli studenti e la direzione.

I manifestanti hanno lasciato il luogo con calma: la maggior parte di loro se n’è andata entro le 18:00. Erano presenti solo tre o quattro agenti di polizia, ma non è stato necessario il loro intervento. I locali sono stati riordinati.

La sala dell’edificio di architettura era occupata dalle 11.45 di oggi. Tra i 50 e i 100 manifestanti hanno organizzato un sit-in. In un comunicato stampa, il collettivo ha esposto le sue richieste. Esse sono in linea con quelle del gruppo che da giovedì scorso occupa l’edificio Géopolis, nel vicino sito dell’Università di Losanna (UNIL).

L’EPFL ha deplorato l’occupazione in una dichiarazione rilasciata nel tardo pomeriggio. Nel comunicato, la direzione si è offerta di incontrare i membri della comunità EPFL mercoledì e ha chiesto agli occupanti di andarsene volontariamente.

La manifestazione è stata organizzata da un “Coordinamento studentesco per la Palestina”, che non è un’associazione dell’EPFL riconosciuta dalla direzione, ha indicato l’ateneo in un comunicato diffuso nel pomeriggio. I vertici dell’EPFL “dialogano con le associazioni riconosciute – che rappresentano la comunità dell’EPFL – ma respingono il modo di agire imposto da questo gruppo privo di legittimità”, viene precisato.

“La direzione dell’EPFL ha inviato una delegazione per cercare di stabilire una discussione con i membri della comunità dell’EPFL presenti sul posto e si è offerta di organizzare domani un incontro con loro. Ai manifestanti è stato chiesto di andarsene di loro spontanea volontà”, prosegue il comunicato.

Da parte loro, i partecipanti al sit-in hanno deciso in un’assemblea generale di fare la seguente proposta, stando a Keystone-ATS. Gli studenti accettano di andarsene di loro spontanea volontà, a due condizioni: devono avere la garanzia che nessuno sarà arrestato e che la discussione di domani possa avvenire anche con persone esterne all’EPFL.

Mobilitazione studentesca anche a UNIGE

La protesta degli studenti filo-palestinesi ha intanto raggiunto anche Ginevra. Un appello ad unirsi all’occupazione è infatti stato lanciato oggi a mezzogiorno da Losanna. E l’invito è stato accolto da studenti ginevrini, più precisamente dal Coordinamento studentesco Palestina-Università di Ginevra (CEP-UNIGE) che alle 12.00 di oggi ha occupato l’ingresso dell’UniMail, con tavoli, sedie e divani.

Su ogni piano dell’edificio sono state esposte bandiere palestinesi e striscioni con i messaggi “Palestina libera, stop al genocidio” e “Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera”. I manifestanti hanno espresso la loro intenzione a voler trascorrere la notte nell’edificio, stando a quanto dichiarato al termine di un’assemblea convocata dal Coordinamento studentesco Palestina-Università di Ginevra. Il coordinamento si è detto aperto al dialogo e pronto a fare concessioni.

In un comunicato stampa, il rettorato dell’Università di Ginevra (UNIGE) ha dichiarato di non voler sgomberare con la forza la centinaia di studenti che si trovano ancora nell’UniMail. L’ateneo si rammarica tuttavia del fatto che l’istituto venga occupato anche dopo l’orario di chiusura delle 22:00 e ha sottolineato che “adotterà le misure necessarie per garantire la sicurezza dei presenti”.

Il CEP-UNIGE ha inviato una lettera al rettorato chiedendo di prendere posizione sul genocidio che si sta perpetrando a Gaza e sulla necessità di un cessate il fuoco immediato. Chiede inoltre di porre fine ai legami tra UNIGE e le università israeliane. Un incontro era previsto nel pomeriggio di oggi.

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