Feriti libici: Svizzera accusata di lungaggini amministrative
(Keystone-ATS) L’ambasciata di Libia a Berna rimprovera alla Svizzera lungaggini amministrative riguardo all’accoglienza negli ospedali elvetici di persone rimaste gravemente ferite durante il conflitto conclusosi con la fine del regime di Muammar Gheddafi: finora ne sono stati ammessi solo dieci, mentre a ottobre si era parlato di un centinaio. Berna assicura di aver fatto il necessario.
“Altri paesi sono intervenuti molto rapidamente fornendo visti il giorno stesso”, ha dichiarato oggi alla radio svizzerotedesca DRS Abudullah Besher, responsabile del dossier all’ambasciata libica a Berna.
In una mail all’ats il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) afferma che “non può confermare la cifra di 100 feriti libici” citata dai media. Il DFAE precisa che esperti dell’aiuto umanitario della Confederazione hanno selezionato in Libia complessivamente 31 persone per un ricovero in svizzera. I loro dossier – aggiunge – sono stati in seguito trasmessi tramite l’ambasciata libica a diversi ospedali universitari elvetici, che decidono autonomamente riguardo a una eventuale ammissione.
Il DFAE scrive ancora che le autorità svizzere competenti “si sono adoperate per il rilascio del visto alle 31 persone” scelte e che il trasferimento è stato discusso direttamente tra ambasciata libica e ospedali.
Secondo Abdullah Besher negoziati sono in corso con i cinque ospedali universitari per l’accoglienza di nuovi pazienti libici. In discussione è un nuovo gruppo di 15 giovani uomini feriti, cui dovrebbe succedere un altro gruppo di 50 persone, fra cui donne e bambini. La Libia spera che si trovi presto una soluzione.
Il governo libico ha garantito il pagamento delle spese mediche. Il Dipartimento degli esteri è tuttavia pronto a entrare in materia se necessario: “Se l’ambasciata di Libia non dovesse pagare, il DFAE potrebbe offrire una garanzia a certe condizioni”, ha dichiarato alla DRS il portavoce Stefan von Below.