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Alternanza di caldo e freddo per i negoziati Svizzera-Ue

"Interesse reciproco fra Svizzera e Ue per l'apertura di negoziati", per Fischler, a sinistra Keystone

L'UE non intende vincolare la ratifica degli accordi bilaterali con la Svizzera all'apertura di nuovi negoziati sulla frode e la fiscalità. Il commissario europeo Franz Fischler ha relativizzato venerdì a Berna il disappunto provocato dalla lettera di giovedì del suo collega Chris Patten.

In una missiva al consigliere federale Joseph Deiss, pubblicata giovedì, il commissario europeo alle relazioni estere lasciava chiaramente intendere che un ritardo della Svizzera nell’apertura di negoziati «rischierebbe di comportare seri effetti negativi sulle prospettive di sviluppo delle nostre relazioni (…)». Segnalava pure che la ratifica degli accordi bilaterali potrà soltanto «essere favorita dalla realizzazione di progressi» nei settori della lotta contro la frode doganale e della fiscalità del risparmio.

Questa lettera ha lo scopo di confermare l’interesse reciproco all’apertura di nuovi negoziati settoriali bilaterali, ha sottolineato ora il commissario europeo all’agricoltura Franz Fischler, al termine di un incontro con il consigliere federale Pascal Couchepin.

A suo modo di vedere, nella lettera non si deve vedere un legame con la ratifica dei sette accordi bilaterali da parte degli Stati membri dell’UE. Fischler ha deplorato le reazioni negative suscitate in Svizzera dalla lettera: «non era nostra intenzione…».

Pascal Couchepin ha detto d’essere confortato da questa interpretazione del testo, che «migliora l’ambiente». Il Consiglio federale esaminerà la lettera di Chris Patten nella prossima seduta settimanale. L’incontro con Franz Fischler ha mostrato che condividiamo l’idea secondo cui i futuri negoziati bilaterali devono essere portati avanti separatamente, un dossier dopo l’altro, e non globalmente com’è stato il caso per il primo «pacchetto» di sette accordi, ha affermato Couchepin.

La Svizzera è in particolare interessata a partecipare allo spazio di Schengen e alle misure in materia d’asilo e d’immigrazione (convenzione di Dublino). L’UE sarebbe pure contenta se la Svizzera aprisse negoziati d’adesione, ma «non è nostra intenzione fissare prescrizioni circa la data più propizia», ha aggiunto Fischler.

L’incontro ha pure permesso ai due responsabili dell’agricoltura di affrontare la crisi della vacca pazza. Alla luce degli ultimi sviluppi nell’area comunitaria, Couchepin ha nuovamente chiesto l’abolizione del divieto delle importazioni di bestiame e di carne bovina svizzera nell’UE.

«I Quindici – ha ammesso il commissario europeo – hanno accumulato ritardi nella lotta contro la malattia della mucca pazza e hanno dovuto ispirarsi al sistema svizzero». Come il consigliere federale Couchepin, anche Franz Fischler è del parere che i test di depistaggio sistematico dell’ESB non permettono di garantire la qualità della carne. Se l’UE ha deciso d’introdurli – ha precisato Fischler – è stato solo per rassicurare i consumatori. Tuttavia, solo l’eliminazione delle parti a rischio – cervello e midollo spinale – offre una sicurezza totale.

L’incontro ha infine permesso di esaminare la portata dei negoziati agricoli dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Fischler e Couchepin si sono accordati sulla necessità di una migliore presa in considerazione del ruolo multifunzionale dell’agricoltura, e hanno pure parlato degli organismi geneticamente modificati e del loro impiego nell’agricoltura.

swissinfo e agenzie

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