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In caso di forti nevicate, tenere aperto il passo del Gottardo tutto l'inverno richiederà l'impiego anche di mezzi dell'esercito Keystone Archive

La Confederazione vuole mantenere aperto il passo del Gottardo durante l'inverno. Per il tunnel del San Bernardino sono previste misure per dosare il flusso di traffico.

Dopo le dichiarazioni d’intenti formulate negli scorsi giorni da parte dei cantoni Ticino e Uri e del direttore dell’Ufficio federale dei trasporti, il consigliere federale Moritz Leuenberger ha confermato la volontà di Berna di assicurare comunque il collegamento stradale con il sud delle Alpi.

“In seguito alla chiusura del tunnel, che potrebbe durare sei mesi, l’intenzione è di mantenere aperto il passo nel limite del possibile durante la stagione invernale”, ha dichiarato il ministro dei trasporti.

Dal punto di vista formale la Confederazione può infatti ordinare l’apertura di una strada d’importanza nazionale, e quella del passo rientra nella categoria. I costi di gestione e di manutenzione sono a carico dei cantoni che per finanziare queste attività beneficiano comunque di consistenti sussidi federali che coprono la quasi totalità delle spese.

Se sulla carta tutto pare in regola, le difficoltà di realizzazione lasciano cadere qualche dubbio sulla fattibilità dell’operazione. Nonostante l’impiego di spazzaneve, sale ed esplosivi, la garanzia di un’apertura giornaliera ininterrotta fino a Pasqua sembra una pia illusione.

In caso di abbondanti nevicate, che ad altezze superiori di 2000 metri si misurano in metri, il pericolo di valanghe è estremamente alto. Sulla tratta del versante urano, a partire da Hospental, mancano gallerie e ripari valangari. Il canton Uri non dispone inoltre dei macchinari necessari per sgomberare grosse quantità di neve, ha osservato il portavoce dell’Ufficio federale delle strade.

All’esame vi è perciò l’intervento di militi e di attrezzature in dotazione all’esercito. A causa delle molte variabili in gioco, innanzitutto quelle climatiche, il costo dell’operazione è ancora difficilmente quantificabile, ma dovrebbe comunque aggirarsi nell’ordine di milioni di franchi.

Per quanto riguarda il tunnel autostradale del San Bernardino, su cui si è riversato gran parte del flusso di camion dopo la chiusura del San Gottardo, Leuenberger ha sottolineato che questo asse di transito non è in grado di assorbire l’attuale volume di traffico.

Se un contingentamento non entra in considerazione a causa degli effetti discriminatori che provocherebbe, un dosaggio dei passaggi che non penalizzi nessuna categoria di autotrasportatori rappresenta invece un’opzione praticabile.

Una possibile misura pratica potrebbe essere l’introduzione della distanze minima di 150 metri tra i camion sull’esempio di quanto si sta studiando per il Monte Bianco. Provvedimenti concreti verranno decisi tra due settimane, ha indicato Leuenberger. La loro applicazione spetterà al gruppo di lavoro che era stato creato in primavera per gestire il traffico del San Gottardo.

Il ministro dei trasporti ha poi ricordato quale valida alternativa la possibilità di caricare gli autocarri sul treno. La ferrovia dispone ancora di capacità inutilizzate ed è pronta a potenziare ulteriormente la propria offerta.

Nonostante le proteste sollevate dagli autotrasportatori, costretti attualmente a percorsi più lunghi per varcare le Alpi, Leuenberger ha messo in chiaro che una diminuzione della tassa sul traffico pesante non entra in discussione.

Luca Hoderas

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