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Il governo vuole assicurare la liquidità di Expo.02

Nonostante i prestiti in vista, non sembrano ancora finite le preoccupazioni per la direttrice generale di Expo.02, Nelly Wenger Keystone

La garanzia per la copertura del disavanzo, per un massimo di 300 milioni di franchi, dovrebbe essere tramutata in prestito, secondo quanto il consiglio federale chiede alle camere. Intanto Expo.02 subisce un altro duro colpo nel settore dell'alloggio, dove vengono cancellate altre 380 camere d'albergo.

Il consiglio federale ha espresso il suo accordo per trasformare in prestito una parte della garanzia per la copertura del disavanzo, accordata a expo.02. La misura, decisa per far fronte alla carenza di liquidità dell’organizzazione, andrà sottoposta anche all’approvazione del parlamento. Secondo il governo, il cambiamento proposto non influirà sull’impegno globale della confederazione e non ne aumenterà ai rischi.

Nel giugno dello scorso anno, il parlamento aveva accordato all’organizzazione dell’esposizione nazionale una garanzia di 338 milioni di franchi per la copertura di eventuali deficit. La trasformazione in prestito di un massimo di 300 milioni di franchi fa parte della soluzione sulla quale, alla fine di febbraio, si erano accordate le banche, la confederazione e la direzione di Expo.02.

In tale contesto, le banche si erano impegnate a garantire il finanziamento dell’organizzazione fino a fine giugno, per un importo di circa 150 milioni di franchi, e di partecipare in seguito al finanziamento anticipato.

Frattanto l’Expo.02 ha dovuto incassare un altro duro colpo nel settore dell’alloggio: un progetto di alberghi modulari da istallare a Boudry (NE) e a Morat (FR) è andato in fumo. La società BOA Firstlight’Hôtel si è ritirata dal progetto, non avendo ricevuto le richieste garanzie finanziarie.

«Il progetto di questa società non era redditizio», ha detto Laurent Paoliello, portavoce di Expo.02, per giustificare il rifiuto della garanzia, a conferma di un articolo apparso sulla «Berner Zeitung».

La società avrebbe messo a disposizione circa 350 moduli nelle due località, per complessive 380 camere. Martedì scorso era già stato annunciato il ritiro, pure per ragioni finanziarie, di un progetto della Jakobhorn-Bahnen SA di Davos, che voleva realizzare un albergo a 80 moduli con 320 posti letto all’ingresso dell’arteplage di Bienne.

Un primo albergo modulare destinato all’Expo.02 esiste già: si tratta di un’infrastruttura eretta ad Yverdon-les-Bains (VD). Dopo l’esposizione nazionale, l’edificio sarà destinato all’alloggio di studenti.

swissinfo e agenzie

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