The Swiss voice in the world since 1935

Il sistema svizzero di marcatura degli esplosivi interessa l’UE

Il sistema di marcatura degli esplosivi può rivelarsi fondamentale nelle inchieste di polizia Keystone

L'Unione Europea sta valutando la possibilità di adottare il sistema già utilizzato in Svizzera per ritracciare la «biografia» di un esplosivo.

Il tema sarà al centro della conferenza sugli esplosivi che il commissario europeo per la sicurezza Franco Frattini ha convocato per il 7 e 8 novembre prossimi nel quadro della lotta al terrorismo.

Come migliorare il controllo sul traffico di esplosivi? La domanda è tornata prepotentemente d’attualità dopo gli attentati sventati due settimane fa in Gran Bretagna. Stando a Scotland Yard, un gruppo di terroristi stava progettando di far esplodere in volo una decina di aerei diretti negli Stati Uniti. Per giungere ai loro fini, volevano utilizzare degli esplosivi liquidi, dissimulati in semplici bottigliette.

Nelle prossime settimane, esperti dell’Unione Europea discuteranno l’eventuale estensione su tutti i voli dagli Stati membri del divieto di portare liquidi nei bagagli a mano e, per il 7 e 8 novembre prossimi, Bruxelles ha indetto una conferenza sugli esplosivi che riunirà specialisti del settore privato e pubblico.

Mercoledì scorso, durante una riunione informale dei ministri dell’interno dell’Unione Europea dedicata al terrorismo, il commissario europeo per la sicurezza Franco Frattini si è impegnato «a presentare prossimamente proposte concrete sull’identificazione degli esplosivi e la tracciabilità dei detonatori venduti in commercio».

Secondo il suo portavoce Friso Roscam Abbing, Frattini vuole in particolare accelerare lo studio dei diversi metodi di prevenzione ed in particolare il «modello svizzero».

Modello svizzero

Dal 1980 – anno dell’entrata in vigore della Legge sugli esplosivi – ogni fabbricante di esplosivi elvetico riceve un codice identificativo per il proprio prodotto. Sui detonatori deve figurare il marchio del fabbricante, mentre l’esplosivo deve contenere un fattore di rilevamento, un’impronta chimica grazie alla quale «sia possibile stabilire con certezza, anche dopo l’esplosione, la provenienza e il periodo di fabbricazione dell’esplosivo». In altre parole, grazie a questo tracciante, ogni esplosivo ha un’identità unica.

Le industrie di esplosivo svizzere – spiega il portavoce di Frattini – devono inoltre comunicare alla polizia che tipo di materiali producono, trasportano e custodiscono negli stabilimenti.

Questo sistema permette da un lato di rintracciare il luogo di produzione anche dopo la detonazione. Dall’altro, i «traccianti» chimici potrebbero anche essere usati per scoprire la presenza di esplosivi grazie a cani addestrati a fiutare queste sostanze o mettendo a punto strumentazioni in grado di rivelarle.

«Ciò potrebbe aiutarci parecchio per scoprire e identificare materiale potenzialmente pericoloso», afferma Friso Roscam Abbing.

Solo un pezzo del mosaico

Il sistema elvetico non offre però garanzie assolute. «Di regola è facile seguire le tracce di un’esplosivo, perché si può vedere dove è stato acquistato e a chi è destinato. I terroristi operano però al di fuori di questo circolo e possono cercare di procurarsi esplosivi altrove», spiega a swissinfo l’esperto di esplosivi svizzero Gunter Schwarz.

Secondo l’Ufficio federale di polizia (Fedpol), pur non essendo la sola ed unica risposta a degli attentati dinamitardi, questo sistema può comunque contribuire a risolvere die casi.

«I traccianti non permettono determinare l’identità di chi ha perpetrato un attentato dinamitardo», spiega Claude Müller, portavoce di Fedpol, «ma rappresentano comunque un tassello importante del mosaico».

«Se un’esplosivo è stato ‘marcato’ vi sono più probabilità di risalire ai colpevoli. In caso contrario le chance di successo di un’inchiesta sono significativamente ridotte», aggiunge Müller.

swissinfo

I traccianti utilizzati per gli esplosivi sono delle sostanze chimiche grazie alle quali, anche dopo l’esplosione, è possibile stabilire con certezza la provenienza dell’esplosivo. Queste sostanze possono essere identificate dai cani o da strumentazioni apposite.

Per i detonatori sono usati dei marchi speciali, come ad esempio un codice a barre che permette di risalire al fabbricante.

Queste tecnologie sono state sviluppate per la prima volta dal gruppo statunitense 3M negli anni ’70.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR