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L’autostop elettronico

La colonna di Carlos sostituisce il pollice alzato (foto: Carlos) La colonna di Carlos sostituisce il pollice alzato (foto: Carlos)

Una colonna per attirare l'automobilista, uno schermo per indicare la meta del viaggio. Il canton Berna ospita una prima europea: l'autostop tecnologico.

Undici distributori invitano la popolazione a chiedere un passaggio ai propri concittadini per la modica somma di 2 franchi.

Burgdorf, la piccola località bernese dell’Emmental, situata a pochi chilometri da Berna, è il punto di partenza di un esperimento nuovo, che ricalca un’usanza vecchia: quella dell’autostop.

Undici distributori automatici, a forma di colonna, installati in tutta la regione di Burgdorf permettono a chi non dispone di una macchina di spostarsi da un paese all’altro per soli due franchi.

La colonna invece del pollice alzato

Basta avvicinarsi al piccolo schermo del distributore, premere il dito sulla località desiderata, inserire due franchi, ritirare lo scontrino ed aspettare. Sopra alla colonna, su un’insegna nera, appare il nome della località scelta.

L’esperimento, chiamato Carlos, o più precisamente “car-los” un miscuglio di inglese e tedesco che significa “privo di macchina”, è stato lanciato nella primavera del 2002 per un periodo di prova di due anni e solo nella regione attorno a Burgdorf.

“Lo scopo principale era quello di vedere se questo tipo di autostop in Svizzera può funzionare e Carlos l’ha dimostrato”, dice a swissinfo Alessandro Perina, responsabile del marketing.

Il progetto è finanziato fra l’altro dalla Confederazione, dal cantone di Berna, dall’Unione dei trasporti pubblici, dal Touring club svizzero e dai Trasporti pubblici locali. Questi ultimi gestiscono gli impianti e si occupano della loro manutenzione.

Per garantire la sicurezza di chi chiede e di chi dà un passaggio, all’interno di ogni colonna è stata installata una telecamera. Inoltre, le donne che nonostante questo accorgimento continuano a non fidarsi possono segnalare che vogliono viaggiare solo con una donna.

Lodi e critiche

Il primo bilancio è stato fatto dopo sei mesi. Le persone che hanno usufruito del sistema sono state 1’500: “Cinque volte meno di quanto ci aspettavamo”, dichiara il responsabile del marketing, che sottolinea tuttavia che i promotori di Carlos non avevano sufficienti mezzi finanziari a disposizione per pubblicizzare il nuovo sistema.

La popolazione guarda con simpatia al progetto ma critica certi dettagli come ad esempio l’impossibilità, in molti casi, di partire da un posto e tornare nello stesso posto e questo semplicemente perché non c’è la colonna di Carlos.

Alessandro Perina fa notare che il periodo di prova serve proprio per raccogliere tutte le critiche, i disguidi e le debolezze del sistema e per poi valutarli.

“Il progetto è stato costruito su criteri scientifici e non economici. Lo scopo principale non è quello di fare soldi”, precisa inoltre Perina.

L’anno prossimo si saprà comunque se l’autostop elettronico ha fatto breccia nel cuore dei bernesi.

swissinfo, Elena Altenburger, Burgdorf

Una regione di Berna è teatro di un esperimento che abbina una vecchia abitudine alla tecnologia moderna: l’autostopp elettronico.

Undici distributori automatici a forma di colonna, con schermo incorporato e indicazione luminosa della meta del viaggio sono a disposizione della popolazione per un periodo di prova di due anni.

Questo nuovo sistema, chiamato Carlos, dà la possibilità di spostarsi quasi gratuitamente (per 2 fr.) da un paese all’altro, senza pericolo (una telecamera è incorporata nella colonna) e senza dover attendere ai bordi della strada. Il tempo d’attesa inoltre non supera in media i 10 minuti.

In vigore dall’aprile del 2002
In funzione solo nella regione di Burgdorf
11 colonne Carlos
Periodo di prova dal 2002 al 2004
Nei primi sei mesi: 1’500 utenti

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