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Riprende quota la fiducia verso i voli nazionali

Le prenotazioni e l'occupazione dei voli lasciano ben sperare per il futuro della nuova Crossair Keystone

La fiducia della clientela nella Swissair si sta ristabilendo progressivamente. Il tasso di occupazione dei posti è risalito di quasi 15 punti.

«Il pubblico crede di nuovo in noi», ha detto oggi alla stampa Guido Ruther, responsabile della politica dei prezzi della compagnia di bandiera. La campagna promozionale con biglietti a prezzi bassi ha contribuito ampiamente al rilancio degli affari.

Nello scorso fine settimana è stato registrato un tasso d’occupazione superiore al 50 per cento. Anche le prenotazioni, che erano quasi scese a zero, si stanno normalizzando. In cifre assolute si è risaliti dal 31,6 per cento registrato a fine ottobre al 45,7 per cento la settimana scorsa.

Michael Eggenschwiler, responsabile di Swissair per il mercato elvetico, stima che l’obiettivo di 750 milioni di franchi di entrate entro fine marzo, fissato dalla Confederazione, possa essere raggiunto. Il miliardo di franchi che Berna ha destinato al finanziamento dei voli di lungo raggio fino all’integrazione nella Crossair dovrebbero bastare, ha aggiunto.

I voli europei sono rimasti la scorsa settimana poco frequentati, con un tasso di occupazione del 36,9 per cento, conto il 50,5 per cento per i voli verso gli USA. «Complessivamente supereremo gli obiettivi prefissati di un tasso del 30 per cento in novembre e del 35 per cento in dicembre», ha osservato Ruther.

Quanto a Crossair, la compagnia regionale ha ben resistito alle conseguenze dell’11 settembre e al dissesto di Swissair. In ottobre il tasso di occupazione dei posti è diminuito di 4,5 punti percentuali rispetto al mese corrispondente del 2000, ha precisato Stefan Gutknecht, responsabile della compagnia basilese per il mercato svizzero. In novembre supera invece di un punto percentuale il livello dell’anno scorso. Attualmente si attesta al 47,2 per cento.

I responsabili di Swissair hanno d’altro canto respinto le accuse di dumping. I prezzi complessivamente non sono molto più bassi dell’autunno dell’anno scorso e anche le altre compagnie riducono le loro tariffe, ha affermato Eggenschwiler, ammettendo che l’aiuto della Confederazione rende la questione un po’ più complessa.

Eggenschwiler ha salutato d’altronde la racommandazione di ieri dell’Associazione delle agenzie di viaggi di vendere biglietti Swissair e Crossair senza chiedere una firma che li liberi dalla responsabilità.

swissinfo e agenzie

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