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Si affilano le armi per il duello sul raddoppio del Gottardo

I partiti borghesi vedono ormai con favore il raddoppio del Gottardo, mentre socialisti ed ecologisti si oppongono e il Governo rimane fedele al principio del trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia Keystone

Il governo respinge l'iniziativa "Avanti" che chiede tra l'altro il raddoppio del tunnel autostradale del San Gottardo e prepara un controprogetto. L'idea si fa invece largo a livello parlamentare.

La politica dei trasporti torna ad agitare gli animi nella Berna federale. Dopo anni di discussioni sul trasferimento del traffico pesante su rotaia, culminata nel progetto ferroviario AlpTransit, è ora il capitolo stradale al centro del dibattito in seguito a due importanti decisioni riguardanti il controverso raddoppio della galleria del San Gottardo.

Per la commissione dei trasporti del Consiglio nazionale il popolo svizzero dovrebbe esprimersi su questa opzione nel dicembre dell’anno prossimo. La commissione ha infatti concretizzato la proposta del deputato UDC Ulrich Giezendanner che chiedeva l’avvio dei lavori di pianificazione per il raddoppio.

Una clausola d’eccezione che permetta la costruzione di un traforo supplementare tra Göschenen ed Airolo, progetto che nel frattempo ha raccolto l’appoggio di tutti i partiti di governo borghesi, dovrebbe essere inserita nell’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi.

La commissione ha però scartato l’ipotesi di collegare la proposta Giezendanner all’iniziativa Avanti, iniziativa che oltre ad un consistente potenziamento della rete autostradale chiede un raddoppio del San Gottardo in tempi brevi, preferendo un iter che regoli la questione separatamente.

“Prima la votazione popolare sul principio, poi la pianificazione”, ha spiegato il suo presidente, Alex Heim (PPD/SO). Soprattutto questioni di fluidità del traffico, ma anche i problemi di sicurezza e le prolungate chiusure per futuri importanti interventi di manutenzione (nuova pavimentazione nel 2010, risanamento totale nel 2030), giustificano ampiamente il raddoppio, ha sostenuto Heim.

Socialisti e associazioni ambientaliste sono contrarie ad un nuovo tunnel ha ricordato il membro della commissione Andrea Hämmerle (PS/GR): “Il problema delle code verrà solo trasferito e inoltre aumentare le capacità della strada è contrario al principio di trasferimento del traffico sulla ferrovia che si vuole realizzare con AlpTransit”. Anche Hämmerle si è però detto d’accordo che il parlamento tratti celermente la proposta della commissione per sottometterla alla volontà popolare e fare chiarezza in vista del successivo scrutinio sull’iniziativa Avanti, anch’essa ben vista dai partiti borghesi.

Poche ore dopo la decisione della commissione, il Consiglio federale ha invece ribadito la propria opposizione all’iniziativa. Per il ministro Moritz Leuenberger le proposte sarebbero eccessive, una seconda galleria violerebbe l’articolo sulla protezione delle Alpi e darebbe un falso segnale sul piano europeo in materia di trasferimento del traffico.

Visto il sostegno politico di cui gode il governo ha tuttavia deciso di affiancarle un contro-progetto che prenda in considerazione alcune rivendicazioni. In particolare un risanamento dei tratti autostradali maggiormente trafficati e un miglioramento della situazione negli agglomerati, ha indicato Leuenberger.

Il governo si è però limitato a formulare indicazioni piuttosto vaghe, in attesa di vedere come evolverà la situazione a livello parlamentare. Una versione definitiva dovrebbe però essere messa a punto entro la primavera del 2002, proprio quando la proposta Giezendanner verrà votata dalle Camere. La “battaglia stradale”, dunque, è solo all’inizio.

Luca Hoderas

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