The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Stanze nuove sulle Alpi

La camera 201: nel segno della tradizione

Con «Camere Libere» il Museo alpino di Berna prende spunto da alcuni progetti di costruzione alberghiera per discutere e riflettere sulle trasformazioni e tendenze del turismo nelle Alpi svizzere.

Se si sale al secondo piano del Museo alpino senza sapere qual è il tema della nuova esposizione si viene colti da un dubbio. In cima alle scale ad accoglierci, troviamo un bancone portachiavi e un lungo corridoio sul quale si affacciano le porte di quelle che, a prima vista, sembrano le camere di un albergo.

È in questa scenografia che viene presentata «Camere Libere. Alberghi alpini tra declino e rinascita». La mostra si propone di mettere in luce le strategie messe in atto da molti siti turistici alpini svizzeri per far fronte alle nuove esigenze del turismo.

«Questo è un momento molto dinamico nell’ambiente alpino, si progetta, investe e costruisce moltissimo. Volevamo capire meglio il perché di questo boom, in che direzione sta andando il turismo, che genere di costruzioni vengono fatte e come si presenta il futuro», ci dice la curatrice dell’esposizione Anette Gehrig. «Questa mostra ci ha fornito l’occasione di osservare in profondità una piccola minoranza di questi progetti e di presentarli uno accanto all’altro».

Camere Libere: dalla 201 alla 207

I visitatori sono quindi invitati a scoprire, nell’atmosfera di un albergo di montagna, diversi progetti alberghieri – alcuni già realizzati, altri solo pianificati – dislocati in altrettante località turistiche dell’arco alpino svizzero.

Classici, audaci, semplici o lussuosi, i progetti sono divisi per tema e illustrati, grazie a materiale fotografico, modellini, ma anche filmati e interviste, in una delle stanze di questo hotel immaginario.

Il gioco scenografico, continua in pieno stile nella prima stanza, la 201. Allestita come una tradizionale camera d’albergo, questa è l’unica, insieme al corridoio, dove il pubblico è invitato a volgere lo sguardo al passato.

Qui numeri e fatti ricordano che è da oltre 100 anni che in Svizzera si parla di turismo alpino internazionale. Nello stesso tempo studi recenti permettono di riflettere anche sulle nuove tendenze, come l’aumento dei turisti asiatici o anziani.

Villaggi Globali e progetti futuristici ad alta quota

La camera 202 raccoglie invece alcuni progetti di grandi dimensioni tra cui spicca ad esempio il complesso turistico Resort di Andermatt che prevede la costruzione di un villaggio composto di hotel, appartamenti e ville per un totale di 3000 posti letto.

I costi previsti per la realizzazione del progetto sono stati stimati attorno a 800 milioni di franchi, una cifra che sorpassa di gran lunga quella di tutti i progetti turistici creati fino ad ora in Svizzera.

Malgrado le numerose reticenze, «il progetto sembra destinato ad andare in porto», conferma Anette Gehrig. «È stato votato e approvato dalla popolazione, come è stata approvata anche la pianificazione dei quartieri. L’investitore – l’egiziano Samih Sawiris – c’è già, quindi il progetto si trova a uno stadio avanzato e il prossimo passo sarà indire la gara d’appalto d’architettura».

Futuristico e spettacolare, ma con meno possibilità di successo, il progetto della «Zermatt Bergbahnen» presentato nella camera 203, che prevede la costruzione di un hotel in cima al Piccolo Cervino. Probabilmente il progetto dovrà essere ridimensionato e ci si accontenterà di costruire un ristorante e alcune piattaforme panoramiche.

Con classe ma meno pretese

Più sobri, ma caratterizzati ugualmente da un design moderno, sono invece i progetti della stanza 204 che la mostra ha riservato agli alberghi destinati ai giovani e ai rifugi alpini. Tra questi è presentata la nuova capanna del Monte Rosa, già in fase di costruzione, che concilia un’architettura avanguardistica e confortevole a necessità ecologiche e ambientalistiche.

Ciò che emerge è che anche per questo tipo di alloggi tradizionalmente semplici, si seguono nuovi criteri di costruzione. «Ci sono più esigenze», spiega Anette Gehrig. «Oggi si vuole una doccia calda, la gente non è più disposta a dormire nelle camerate – quindi le stanze sono diventate più piccole – e anche con il cibo abbiamo uno standard più elevato».

Pluralità di strategie

Un’altra serie di progetti interessanti presi in considerazione dalla mostra sono quelli presentati nella stanza 206 dove il nuovo s’intreccia con il vecchio e lascia emergere aspetti e soluzioni regionali.

Un esempio è quello di Vnà, nei Grigioni, dove il “«Piz Tschütta», l’edificio un tempo riservato agli incontri, è stato trasformato in hotel. Alle cinque stanze disponibili nell’immobile ne sono state però aggiunte altre 18 sparse nelle case dei residenti di Vnà.

Malgrado sia evidente che tutti i progetti puntano a un’architettura moderna e a una maggiore qualità, ciò che l’esposizione mette in luce è che non esiste una strategia turistica generalizzabile: ogni progetto deve necessariamente confrontarsi con le esigenze del luogo e dei suoi abitanti.

swissinfo, Paola Beltrame, Berna

Stando ai dati pubblicati nel 2007 dall’Istituto Gottlieb Duttweiler, la maggior parte dei turisti che usufruiscono del servizio alberghiero elvetico sono svizzeri, tedeschi, inglesi, americani, francesi, italiani e olandesi.

Il turismo asiatico è in forte crescita. Dal 1985 i turisti cinesi sono aumentati dell’80% e quelli indiani del 70%. L’organizzazione del turismo mondiale dell’ONU si aspetta che da oggi al 2020 il turismo nel mondo cresca del 4% ogni anno.

Nel corso della conferenza invernale di Turismo Svizzero, a inizio novembre, l’Associazione alberghiera svizzera ha dichiarato che tra maggio e ottobre i pernottamenti del 2008 sono aumentati del 3,3% rispetto al 2007 e stima di raggiungere il nuovo record di 37 milioni di pernottamenti entro la fine del 2008.

• «Camere Libere. Alberghi alpini tra declino e rinascita» si può visitare al Museo alpino di Berna fino al 16 agosto 2009.
• Gli 11 progetti presentati sono: l’Alpenbad di Adelboden, il complesso turistico di Aminona, il villaggio turistico Andermatt Resort, il CUBE di Savognin, l’Ostello della Gioventù a Scuol, la nuova capanna del Monte Rosa, la piattaforma panoramica del Piccolo Cervino, il complesso Wellness Tschuggen Bergoase di Arosa, la torre della Schatzalp, l’Hotel Piz Tschütta di Vnà e l’Hotel Ofenhorn di Binn.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR