Svizzeri: lo stato non deve spendere di più
Per i due terzi dei cittadini svizzeri, una politica finanziaria efficiente deve ridurre sia la spesa pubblica, sia le imposte: è quanto scaturisce dal primo monitoraggio finanziario di economiesuisse, realizzato però prima dell'acuirsi della crisi.
Presentato il 17 dicembre a Berna, il sondaggio è stato voluto da economiesuisse – l’associazione del padronato svizzero – e realizzato dall’istituto gfs.bern attraverso l’intervista di 1010 cittadini con diritto di voto residenti nelle tre principali regioni linguistiche del paese.
Per economiesuisse, i risultati indicano che la popolazione svizzera respinge l’espansione dello stato. Più della metà degli intervistati (56%) è del parere che le eventuali eccedenze di bilancio debbano essere utilizzate per ridurre il debito pubblico. Il 35% vorrebbe una diminuzione delle imposte. Solo il 5% preferirebbe un aumento delle spese.
In caso di deficit, l’85% crede che come prima misura occorra ridurre le spese. Le misure di risparmio dovrebbero interessare principalmente i settori dell’asilo, l’esercito e i servizi diplomatici. Non bisogna invece tagliare i fondi per l’Assicurazione vecchiaia (AVS) e la formazione. A favore di un aumento delle imposte si è schierato solo il 7% degli intervistati. Per l’aumento del debito si è espresso solo il 3%.
Il sondaggio non tiene conto degli sviluppi degli ultimi mesi. Le interviste, infatti, sono state condotte tra la fine di aprile e la prima metà di maggio, quando ancora la crisi finanziaria non aveva registrato capitoli come il fallimento della Lehman Brothers e la richiesta di aiuti statali da parte di UBS, la maggiore banca svizzera.
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