Traguardi ambiziosi per la piazza finanziaria elvetica
La piazza finanziaria elvetica si prepara per affrontare meglio l'agguerrita concorrenza internazionale. Obiettivo: diventare la terza al mondo.
Le principali società che la costituiscono propongono una strategia comune che prevede – nel migliore dei casi – la creazione di 80’000 posti di lavoro e nuove entrate fiscali per 17 miliardi di franchi.
Diventare entro il 2015 la terza piazza finanziaria mondiale: è l’ambizioso obiettivo dei banchieri e operatori finanziari elvetici, presentato giovedì a Zurigo.
Protagonisti di questo rilancio sono l’Associazione svizzera dei banchieri, la Società svizzera d’assicurazione, la Swiss Funds Association e la futura infrastruttura della borsa svizzera, che riunirà SWX, la società di clearing SIS e quella di informazioni e servizi finanziari Telekurs.
Misure concrete proposte
Attualmente la piazza finanziaria svizzera occupa a livello globale la sesta posizione. È indubbio che negli ultimi anni ha perso importanza rispetto ai concorrenti, soprattutto se si pensa che negli anni Ottanta occupava ancora il secondo posto in classifica.
Per invertire la tendenza e creare condizioni più propizie, gli operatori finanziari propongono di fare leva su agevolazioni fiscali e su una semplificazione a livello di istituzioni e regolamenti.
Più concretamente, gli operatori ritengono che la tassa di bollo vada progressivamente abolita, mentre ricerca e formazione vanno rafforzate. Industria, autorità e mondo politico sono invitati a collaborare più intensamente.
Tali misure dovrebbero essere in grado di generare una crescita che comporterà la creazione di nuovi posti di lavoro – da 40’000 a 80’000 – e anche nuove risorse fiscali, valutabili in 11-17 miliardi di franchi.
Settore primordiale
Il settore finanziario, che dà lavoro a circa 200’000 persone, contribuisce al prodotto interno lordo elvetico (PIL) nella misura del 15% e garantisce nel contempo il 16% del gettito fiscale.
“La piazza finanziaria contribuisce quindi in modo decisivo alla prosperità della Svizzera”, si legge in un comunicato diffuso giovedì dai suoi principali rappresentanti. “Tuttavia non è garantito che questa riuscita si protragga anche in futuro”. Proprio per evitare un declino è quindi stata proposta la strategia comune.
Se si vorrà centrare l’obiettivo delineato – si aggiunge nella nota – è necessario che il contributo al PIL cresca nominalmente del 7-9% entro il 2015 – un tasso che corrisponde a quello fin qui messo a segno dalle piazze di Londra e New York.
swissinfo e agenzie
La piazza finanziaria è un luogo dove viene offerto un grande numero di servizi finanziari.
Per rimanere competitiva nei confronti dei suoi concorrenti, la piazza finanziaria svizzera si sforza di tutelare la protezione e di impedire gli abusi.
Attualmente, si stima che il settore finanziario sia all’origine di più del 15 per cento del prodotto interno lordo (PIL).
Il settore dà lavoro a più del 5 per cento delle persone attive.
Contrariamente a quanto deciso dalle altre banche centrali europee in relazione alla crisi del credito ipotecario negli Stati Uniti, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha deciso giovedì di attuare una svolta restrittiva alla propria politica monetaria, aumentando i propri tassi di riferimento di un quarto di punto.
Il margine di oscillazione del Libor a tre mesi viene di conseguenza fissata al 2,25-3,25%, con l’obiettivo di raggiungere un valore medio del 2,75%.
Il Libor o Eurolibor indica il «London Inter Bank Offered Rate». È il tasso di interesse che si applica, sul mercato di Londra, ai prestiti tra le banche; Viene rilevato ogni giorno e serve da riferimento per il calcolo di molti tassi variabili.
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