Un nuovo risultato record per l’UBS
Il numero uno delle banche elvetiche ha registrato nel primo semestre un utile netto di 6,6 miliardi di franchi, in aumento di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo del 2005.
L’UBS realizza così un nuovo risultato record, che va al di là delle previsioni degli analisti.
Le principali banche svizzere hanno il vento in poppa: dopo il Credit Suisse, che ad inizio agosto aveva annunciato di aver registrato il primo semestre più fasto della sua storia (4,76 miliardi di franchi), martedì è stata l’UBS a comunicare di aver fatto segnare nei primi sei mesi del 2006 un risultato da record.
L’utile netto è ammontato a 6,6 miliardi di franchi, in aumento di oltre il 40% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Nel secondo trimestre, l’utile ha raggiunto quota 3,147 miliardi, mentre nel primo era stato addirittura di 3,504 miliardi.
Tenendo conto unicamente delle attività finanziarie (escludendo quindi le partecipazioni industriali), l’utile netto del semestre si è attestato a 6,08 miliardi.
Risultati superiori alle previsioni
L’afflusso netto di capitali è stato di 84,3 miliardi di franchi, il 27% in più rispetto a un anno fa. Nel primo trimestre nelle casse del principale istituto bancario elvetico sono entrati 48 miliardi, mentre nel secondo 36,3. L’afflusso è stato rilevante soprattutto sui mercati asiatici ed europei.
I risultati sono superiori alle aspettative degli analisti, che per il secondo semestre avevano previsto un utile attorno ai 2,7 miliardi.
«La nostra performance è stata solida, malgrado l’inversione di tendenza dei mercati a metà maggio. I ricavi ricorrenti hanno continuato a beneficiare dei livelli elevati dei patrimoni investiti. Le commissioni di underwriting hanno raggiunto livelli record. Anche le commissioni di corporate finance e di brokeraggio sono cresciute, così come i proventi da attività di negoziazione», ha spiegato Clive Standish, responsabile delle operazioni finanziarie.
Malgrado la degradazione delle condizioni del mercato, le inquietudini geopolitiche e le incertezze legate all’evoluzione della crescita economica, il gruppo si dice fiducioso per i prossimi sei mesi. «L’anno si chiuderà ancora una volta con dei buoni risultati», ha dichiarato il patron dell’UBS Peter Wuffli.
swissinfo e agenzie
A fine giugno 2006, l’UBS impiegava 71’882 persone, 2’313 in più rispetto a fine 2005.
In Svizzera i collaboratori erano 25’904, lo 0,5% in meno rispetto a fine 2005.
Nella regione Asia Pacifico l’organico è cresciuto del 18% a 6’388.
Nelle Americhe, il numero di collaboratori è salito del 3% a 27’874 unità.
In Europa l’aumento è stato del 6% a 11’716 unità.
L’UBS è la settima banca mondiale tenendo conto della capitalizzazione in borsa e la prima in Europa per quanto concerne il valore dei suoi attivi.
L’attuale numero uno bancario elvetico è stato creato nel 1998 dalla fusione tra l’Unione di banche svizzere (UBS) e la Società di banche svizzere (SBS).
UBS e Credit Suisse Group (seconda banca svizzera) rappresentano insieme il 50% del bilancio totale di tutti gli istituti elvetici.
Le attività dei due gruppi contribuiscono nella misura del 10% al prodotto interno lordo della Svizzera.
A fine giugno 2006, l’UBS impiegava 71’882 persone, 2’313 in più rispetto a fine 2005.
In Svizzera i collaboratori erano 25’904, lo 0,5% in meno rispetto a fine 2005.
Nella regione Asia Pacifico l’organico è cresciuto del 18% a 6’388.
Nelle Americhe, il numero di collaboratori è salito del 3% a 27’874 unità.
In Europa l’aumento è stato del 6% a 11’716 unità.
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