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Fondi Mubarak: stampa, 300 milioni sarebbero su conti Credit Suisse

(Keystone-ATS) Vi sono anche 300 milioni di dollari su conti Credit Suisse fra i 700 milioni di franchi bloccati in Svizzera perché appartenenti al clan dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak. Lo scrivono oggi “SonntagsZeitung” e “Le Matin Dimanche”, rifacendosi a documenti del ministero della giustizia egiziano che vengono messi a disposizione su internet in versione originale araba e traduzione francese.

Stando ai due domenicali – che hanno una redazione di ricerca comune – i 300 milioni si troverebbero su conti riconducibili ad Alaa e Gamal, i figli di Mubarak che si trovano attualmente in carcere perché sospettati di corruzione.

Il denaro sarebbe stato affidato alla banca nel 2005, quando già erano state inasprite le regole riguardanti i fondi di personalità politiche esposte. Sul caso sarebbe attiva anche la Finma, l’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari. Le banche con fondi congelati sono peraltro più di una: i giornali citano la filiale elvetica di BNP Paribas, dove si troverebbero diverse decine di milioni.

“SonntagsZeitung” e “Le Matin Dimanche” riportano anche il “no comment” di Credit Suisse. “Rispettiamo il segreto bancario e di conseguenza non prendiamo posizione su relazioni d’affari, reali o presunte”, ha affermato un portavoce.

A metà dicembre, il Tribunale penale federale aveva negato alle autorità egiziane l’accesso illimitato ai dossier riguardanti i fondi Mubarak, giudicando attualmente troppo instabile la situazione al Cairo.

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