GR: Discarica a Pozzolascio, lo spazio è quasi esaurito
Stop ai grandi scavi cantonali e ferroviari nella deponia di Pozzolascio a nord della Valposchiavo: lo spazio è quasi esaurito. Il Comune di Poschiavo frena e chiede soluzioni al Canton Grigioni, che boccia le alternative locali. Il podestà Giovanni Jochum: "Priorità al territorio in attesa della Mota da Miralago nel 2028".
(Keystone-ATS) Si consuma, o meglio si satura, lo spazio a disposizione per lo smaltimento del materiale pulito di scavo in Valposchiavo. Da pochi giorni, su ordine del Comune di Poschiavo, è entrato in vigore il blocco di conferimento presso la deponia di Pozzolascio per i cantieri di competenza cantonale e della Ferrovia retica. La struttura resterà provvisoriamente accessibile, fino a esaurimento, esclusivamente per soddisfare il fabbisogno locale.
Una decisione che sul fronte operativo viene accolta con favore da chi il sito lo gestisce quotidianamente. “Trovo la scelta del Comune molto coraggiosa e coerente”, ha commentato Reto Capelli, presidente della CIVA SA, la ditta che gestisce la deponia di proprietà comunale, a Keystone-ATS. La preoccupazione di Capelli è rivolta alle ricadute pratiche: “Giustamente si è deciso di non lasciare che i grandi cantieri riempino la discarica di Pozzolascio per poi rimanere senza posto per i lavori locali e i privati”. Il dito è puntato contro le lungaggini degli enti preposti, rei di non aver concesso l’apertura di un’altra discarica provvisoria capace di fare da “ponte” fino al 2028, anno in cui è attesa l’agibilità della nuova deponia regionale della Mota di Miralago. “Ci sembra chiaro che la Valposchiavo non può rimanere senza discarica fino al 2028”, ha concluso Capelli.
Ancora 1’000 metri cubi a disposizione
A chiarire il perimetro istituzionale e tecnico della questione è il podestà di Poschiavo, Giovanni Jochum, che conferma l’invio di una formale comunicazione all’Ufficio tecnico cantonale e alla Ferrovia retica. La storia di Pozzolascio affonda le radici alcuni anni fa, quando il sito fu individuato come soluzione provvisoria in concomitanza con il progetto dei “parcheggi Val di Campo”, poi respinti dalle urne. Per l’area fu chiesta e ottenuta l’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso, da parcheggio a semplice deposito di materiale pulito.
Oggi, tuttavia, i conti non tornano più. “La capacità del deposito è praticamente esaurita: abbiamo a disposizione ancora all’incirca 1’000 metri cubi di spazio”, ha spiegato il podestà a Keystone-ATS. A fronte di un serbatoio quasi vuoto, si prospettano all’orizzonte i progetti dell’Ufficio tecnico e anche della Ferrovia retica, che richiederebbero lo smaltimento di diverse migliaia di metri cubi di materiale. “Il Comune ha dovuto prendere una decisione sofferta ma inevitabile: chiudere la deponia ai grandi quantitativi”, ha ribadito Jochum.
Incontro urgente con Coira
Il vero cuore del problema, però, risiede nell’assenza di vie di fuga. Già nel 2023, anticipando i lavori alla strada cantonale e il conseguente slittamento dei tempi per la Mota di Miralago, Poschiavo si era mossa per tempo. A Coira, davanti a diversi uffici cantonali, era stata prospettata un’area presso Li Acqueti sopra Sfazù lungo il Passo del Bernina. La risposta, arrivata a inizio 2025, è stata negativa, e tale è rimasto l’esito anche a seguito della richiesta di rivalutazione. Nel corso del 2025 è stata quindi avanzata una nuova proposta, sempre a Pozzolascio, ma a sud della strada cantonale. Anche per questo sito, il Comune ha ricevuto una nuova doccia fredda nell’aprile del 2026.
Con le alternative locali sistematicamente bocciate da Coira e l’orologio che segna il 2026, il margine di manovra si è assottigliato. Il Comune di Poschiavo si dichiara ora disponibile a un incontro urgente con gli Uffici cantonali. L’obiettivo è trovare una soluzione temporanea e condivisa che possa traghettare il territorio nella gestione degli scavi, nell’attesa che la tanto discussa infrastruttura della Mota di Miralago apra i battenti nel 2028.