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GR: Bregaglia, vecchia strada cantonale riaperta anche di notte

Un'immagine di una settimana fa mostra i lavori di sgombero al villaggio di Bondo, in Bregaglia (foto d'archivio). KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER sda-ats

(Keystone-ATS) Ad un mese dalla grande frana che il 23 agosto si è staccata dal Pizzo Cengalo, in Bregaglia (GR), torna un po’ di normalità nella valle situata tra l’alta Engadina e il confine italiano: da oggi, infatti, la vecchia strada cantonale H3 sarà riaperta anche di notte.

La riapertura notturna è stata possibile grazie a un sistema di allarme supplementare installato la settimana scorsa che garantisce, in caso di nuova colata detritica, l’invio di un allarme anche di notte o con scarsa visibilità, permettendo un tempo d’evacuazione delle zone a rischio di 4 minuti.

Il traffico, dunque, torna a circolare normalmente sulla vecchia strada cantonale, che permette di attraversare la valle, attraverso Spino e Promontogno. Tuttavia a causa di un semaforo i tempi di attesa variano tra i 10 e 30 minuti.

La frana del 23 agosto dal Piz Cengalo è stata una delle più grandi degli ultimi 130 anni in Svizzera: quattro milioni di metri cubi di roccia si sono stati staccati dalla montagna e, fondendosi con terra ed acqua, hanno dato origine ad una colata detritica che ha raggiunto il villaggio di Bondo. Otto escursionisti sono morti.

Christian Gartmann, portavoce del Comune di Bregaglia, ha dichiarato oggi all’ats che circa 140 persone, abitanti di Bondo e delle frazioni di Spino e Sottoponte, non possono ancora tornare nelle loro case. Non per ora stato stabilito quando si potrà procedere al rientro: le case, al momento, non dispongono ancora di elettricità e di acqua corrente.

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