Hamas, sale a 1’354 morti il bilancio a Gaza
(Keystone-ATS) Il bilancio dei morti a Gaza sale a 1’354, secondo fonti ufficiali di Hamas. Quest’ultima ha confermato di avere nelle sue mani oltre 120 prigionieri. Lo ha fatto sapere la tv israeliana Kan citando il portavoce della fazione palestinese Abdel Latif Kanua.
Secondo il portavoce del governatorato del Nord Sinai, Mohamed Selim, è probabile che il valico di Rafah tra Egitto e la Striscia di Gaza venga aperto questa sera o domani mattina, per sei ore, per consentire l’ingresso degli aiuti umanitari egiziani a Gaza, se Israele accetta una tregua. Il portavoce ha aggiunto all’agenzia di stampa italiana ANSA, che sono pronti a partire per la Striscia gli aiuti al momento fermi nelle città di al-Arish e Sheikh Zowaid nel Sinai.
Nel frattempo, la piattaforma X di Elon Musk, ha segnalato o rimosso “decine di migliaia” di post sull’attacco di Hamas. Lo riferisce la Ceo Linda Yaccarino.
“Dopo l’attacco terroristico a Israele, abbiamo preso provvedimenti per rimuovere o segnalare decine di migliaia di contenuti”, ha scritto l’amministratore delegato Linda Yaccarino in una lettera di mercoledì in risposta alle critiche dell’Unione europea.
Intanto, al ministero della difesa di Tel Aviv è iniziato un incontro fra il premier Benyamin Netanyahu ed il segretario di Stato Usa Antony Blinken. Dopo un colloquio a quattr’occhi, informa un comunicato, Netanyahu e Blinken faranno dichiarazioni alla stampa. L’incontro proseguirà poi con la partecipazione del ministro della difesa Yoav Gallant e con i due nuovi ministri senza portafoglio nel nuovo governo ”di emergenza” di Israele: Benny Gantz e Gadi Eisenkot, entrambi membri del partito centrista “Unione Nazionale” ed entrambi ex capi di Stato maggiore.
Dal canto suo, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, nel suo discorso in Parlamento, ha annunciato che “la settimana prossima” avrà un incontro a Berlino con il re di Giordania, Abdallah, il quale gioca “un ruolo speciale nelle relazioni israelo-palestinesi”.
Il presidente tunisino Kaïs Saïed ha invece incaricato il ministro degli Esteri Nabil Ammar di presentare una riserva sulla risoluzione votata ieri dal consiglio della Lega Araba sulla guerra tra Israele e i Palestinesi. In un comunicato stampa, la presidenza scrive che “la Tunisia, che resta ferma nelle sue posizioni e che sostiene il diritto del popolo palestinese a fondare un proprio Stato indipendente su tutto il territorio palestinese, con capitale Al-Quds (Gerusalemme)”. I ministri dei paesi arabi hanno condannato l’assedio israeliano a Gaza, con il taglio di tutte le forniture, e chiesto l’immediato accesso alla Striscia per gli aiuti umanitari.
Come riporta Mehr, il presidente iraniano Ebrahim Raisi durante una telefonata con l’omologo siriano Bashar al-Assad che “oggi tutti i Paesi islamici e arabi, come anche le popolazioni che vogliono la libertà nel mondo, devono trovare un accordo e raggiungere una cooperazione in un percorso per fermare i crimini del regime sionista contro la nazione palestinese oppressa”.
“Di conseguenza, la Repubblica islamica dell’Iran tenterà di trovare questa convergenza il prima possibile, mettendosi in contatto con i Paesi islamici”, ha aggiunto Raisi.