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Il cambiamento climatico mette a rischio il Tour de France

Keystone-SDA

Il cambiamento climatico, con stagioni sempre più calde, potrebbe mettere a rischio in Europa eventi sportivi come il Tour de France di ciclismo. A dirlo è lo studio guidato da Ivana Cvijanovic, dell'Istituto Nazionale di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile francese.

(Keystone-ATS) Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha analizzato l’evoluzione del clima in Francia tra il 1974 e il 2023 nei periodi in cui si svolge la gara ciclistica più importante al mondo e suggerisce modifiche ai percorsi.

Alla base dello studio c’è l’analisi della cosiddetta Temperatura di bulbo umido, detta anche Wet Bulb Globe Temperature o Wbgt, un indice che combina i dati di temperature dell’aria, umidità, velocità del vento e irraggiamento solare, per valutare il reale impatto del caldo su una persona. Una misura ben diversa dalla semplice temperatura e che serve a misurare i pericoli per l’uomo: sopra i 28C Wbgt si stimano rischi elevati, mentre sopra i 35C può portare alla morte anche persone perfettamente sane. Lo studio appena pubblicato ha analizzato come questi valori siano cambiati nel tempo, tra il 1974 e il 2023, nei luoghi e nei momenti percorsi dai ciclisti del Tour de France verificando che i rischi per la salute dei ciclisti sono in rapida crescita.

Negli ultimi anni ondate di calore pericolose sono state sempre più frequenti e solo la fortuna ha evitato che coincidessero con il passaggio della corsa: “possiamo dire che è stata una corsa estremamente fortunata, ma con ondate di calore da record sempre più frequenti, è solo questione di tempo prima che il Tour si imbatta in una giornata di stress termico estremo che metterà alla prova i protocolli di sicurezza esistenti”, ha commentato Cvijanovic.

Secondo lo studio le regioni più a rischio, in cui si sono registrati già vari episodi di caldo pericoloso, sopra i 28C Wbgt sono state intorno a Tolosa e Bordeaux, inoltre località come Parigi e Lione stanno sempre più superando la soglia di rischio elevato. “È necessario prestare particolare attenzione quando si pianificano tappe in queste regioni”, ha detto la coautrice Desislava Petrova, dell’Istituto per la salute globale di Barcellona. Dati che ora saranno utilizzati per cercare di pianificare le future corse, adattando orari, percorsi e protocolli di sicurezza al fine di ridurre i rischi sia per i ciclisti che per il personale dell’evento e gli spettatori.

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