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Il Lago dei giardini in fiore

Villa San Remigio, Verbania.

(Ufficio turismo Verbania)

Crocevia di destini, paesaggio culturale, il Verbano è molto di più di uno specchio d’acqua. E’ come un immenso libro naturale, ricco di gloriose pagine di storia.

I giardini e le ville occupano, tra l’Ottocento e il Novecento, un posto di primo piano. E svelano storie affascinanti.

Come quella di Villa San Remigio a Verbania, sogno romantico di due sposi: i marchesi Silvio e Sofia della Valle di Casanova. Lui musicista e poeta (amico del compositore tedesco Robert Wagner), lei pittrice, trasformano la grande proprietà in un luogo fantastico, dove bellezza e natura vivono in armonia con arte e emozioni.

O come Villa Taranto, un vasto giardino botanico figlio della straordinaria passione del capitano scozzese Neil Mc Eacharn.

Un lontano sapore elvetico



Organizzata da Gea-Ticino (l’associazione dei geografi), la giornata di studio sulla sponda italiana del Verbano è stata curata dalle sorelle Renata e Carola Lodari, per le quali le due ville menzionate non hanno segreti.

Villa San Remigio, poi, ha un lontano sapore elvetico. Non solo perché la nipote dei marchesi abita a Losanna e segue ancora con molta attenzione le attività legate alla villa (oggi patrimonio pubblico). Ma anche perché il padre di Sofia, Peter Browne, nel 1860 fece erigere uno châlet in stile svizzero dopo aver acquistato i terreni.

Raso al suolo della coppia innamorata per fare posto alla Villa, l’influenza elvetica rimane attraverso i giardini rocciosi. “La “rocaille” – assicura Renata Lodari – è una tradizione di origine svizzera ripresa poi dagli inglesi”.

Ma la caratteristica principale dei giardini di Villa San Remigio è legata alla sperimentazione personale dei sentimenti e delle emozioni, ingrediente irrinunciabile della creatività.

Un incredibile intreccio di storie



“L’imponente fenomeno di trasformazione delle rive, con l’inserimento di costruzioni eclettiche circondate da giardini lussureggianti – ricorda Renata Lodari – è opera di categorie sociali per lo più estranee all’ambiente locale. Non è quindi legato all’evoluzione della popolazione, ma è piuttosto il risultato di interventi esterni che cambiano per sempre l’aspetto originario dei luoghi”.

“Al di là dei personaggi famosi, anche molti industriali svizzeri – spiega a swissinfo Renata Lodari, studiosa al Museo del Paesaggio di Verbania – scelsero le sponde italiane del Lago Maggiore come luogo di residenza, dove di fatto lavoravano e producevano”.

Incantevole luogo di passaggio per chi veniva dal Nord, il Lago Maggiore è infatti una delle prime tappe dei viaggiatori diretti a Sud. Numerosi e celebri personaggi rimangono incantati da un paesaggio che sembra una sequenza di quadri.

E il Lago Maggiore, che dal punto di vista culturale non ha frontiere, diventa fonte di ispirazione. Natura e vegetazione, messe in valore a Villa Taranto – separata da Villa San Remigio solo da un muro a secco – costituiscono di fatto il punto di partenza di molte esperienze.

Elementi di congiunzione



“L’ambiente che ci circonda, i giardini – osserva Lodari – è patrimonio comune delle due sponde, non c’è confine insomma. Per quanto riguarda invece l’aspetto architettonico, le trasformazioni maggiori si sono verificate in Svizzera.

Denominatore comune del paesaggio culturale del Lago Maggiore è il Monte Verità di Ascona. “Credo che ci sia stato un regolare e forte contatto – annota Renata Lodari – tra il Monte Verità e i personaggi che in Italia costruivano le ville. I temi proposti ad Ascona si ritrovano negli scritti delle persone che abitavano la sponda italiana. C’erano insomma dei diretti rapporti personali, di amicizia e di frequentazione. Basti ricordare, per esempio, i legami tra la baronessa di Saint Léger sulle Isole di Brissago con il principe Troubetzkoy a Ghiffa".

Canali ufficiali

Ma non ci sono solo natura e Monte Verità come elementi di congiunzione. “Svizzera e Italia – osserva Renata Lodari – sono unite fisicamente dalla Regione Insubria. E attraverso il suo organismo istituzionale, oggi portiamo avanti diversi progetti sia per la tutela dei luoghi, sia per finanziare manifestazioni culturali. I contatti tra i due paesi sono quotidiani”.

Swissinfo, Françoise Gehring, Verbania

Fatti e cifre

Il 1850 è il punto di partenza della grande trasformazione delle rive del Lago Maggiore, dei giardini e delle ville.
I protagonisti di Villa San Remigio: i marchesi Silvio (1861-1929) e Sofia (1860-1960) Della Valle di Casanova.
Il protagonista di Villa Taranto: il capitano Neil Mc Eacharn (1884-1964)
Nel 1909 nasce il Museo del Paesaggio di Verbania.

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In breve

Tra l’Ottocento e il Novecento le rive del Lago Maggiore rappresentano un paesaggio culturale di grande spessore: edifici di indiscusso valore artistico sono avvolti in giardini dalle componenti botaniche straordinarie.

Dal Monte Verità a Verbania, il Lago Maggiore è anche un crocevia di personalità di fama internazionale.

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